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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27743/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in Cassazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che, limitatamente alla posizione di Giacomoni, aveva annullato il decreto del GIP che aveva disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. I motivi dedotti dal ricorrente riguardavano: carenza e insufficienza della motivazione sul periculum in mora e mancato utilizzo da parte del Riesame dei poteri di integrazione; erronea qualificazione e quantificazione del profitto e del prodotto del reato e mancata graduazione dei sequestri; errata qualificazione della confisca del denaro come diretta anziché per equivalente; carenza di motivazione circa i beni da restituire (se riferita solo ai beni formalmente intestati allindagato o anche a beni nella sua disponibilità ma intestati a terzi).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo le censure aspecifiche e manifestamente infondate. Ha confermato la correttezza dell'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva annullato il decreto del GIP per la totale carenza di motivazione in ordine al periculum in mora riguardante i beni nella disponibilità di Giacomoni, richiamando la giurisprudenza di legittimità (tra cui la sentenza Ellade, Sez. Unite n. 36959/2021) secondo la quale il sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione concisa e specifica sul pericolo di dispersione del bene. La Corte ha inoltre ritenuto infondate le censure relative all'impossibilità di procedere alla confisca diretta e alla qualificazione del denaro come confisca diretta, richiamando i criteri posti dalle Sezioni Unite (Massini, n. 13783/2023) per la confisca del denaro. Infine, ha precisato che l'annullamento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca impone la restituzione dei beni che erano stati appresi in forza di quel provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen. (sequestro preventivo)

    Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione concisa e specifica sul periculum in mora con riferimento ai beni dei destinatari del vincolo; l'assenza assoluta di tale motivazione determina la nullità del decreto e non consente il potere del Riesame di integrarla.

  • art. 53 e art. 19 d.lgs. 231/2001

    Consentono l'applicazione della confisca per equivalente nei confronti della persona giuridica e l'individuazione del profitto aziendale quale oggetto del vincolo patrimoniale; la Corte ha richiamato che la verifica dell'impossibilità di sequestrare direttamente il profitto in capo alla società può fondarsi su elementi indiziari senza richiedere una preventiva escussione infruttuosa del patrimonio aziendale.

  • art. 240 cod. pen. (confisca)

    Distinzione tra confisca diretta e confisca per equivalente; la Cassazione richiama i criteri per qualificare la confisca del denaro come diretta (occorrendo prova che la somma sia proprio quella derivante dal reato o sia dimostrabile la metamorfosi/reimpiego collegabile al reato).

  • Sentenza Sez. Unite, Ellade, n. 36959/2021

    Stabilisce l'obbligo di motivazione specifica sul periculum in mora nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca e sottolinea che, se mancante, il provvedimento è viziato e il Riesame non può surrogare o integrare la motivazione assente.

  • Sentenza Sez. Unite, Massini, n. 13783/2023

    Fornisce i criteri per distinguere la confisca diretta del denaro dalla confisca per equivalente: la sola fungibilità del denaro non è sufficiente a qualificare la confisca come diretta; è necessaria prova specifica che la somma sia riconducibile al reato o che il denaro sequestrato sia il frutto diretto/metamorfico del reato.

  • Giurisprudenza di legittimità citata (es. Capasso, Ivanov, Bennati, ecc.)

    Conferma l'orientamento consolidato secondo cui l'omissione totale della motivazione sul periculum in mora rende invalido il decreto di sequestro e impedisce al giudice di riesame di procedere a integrazioni della motivazione.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede una motivazione specifica e collegata al pericolo di dispersione dei beni dei soggetti destinatari del vincolo; l'assenza di tale motivazione determina la nullità del provvedimento e l'annullamento con conseguente restituzione dei beni.
  • Il tribunale di riesame non può supplire con integrazioni ove il decreto sia privo in modo assoluto di motivazione sul periculum in mora; il difetto è insanabile in sede di riesame.
  • La confisca per equivalente è applicabile quando non sia possibile eseguire la confisca diretta del profitto: tale impossibilità può essere desunta da elementi indiziari e non richiede sempre una preventiva escussione infruttuosa del patrimonio del soggetto giuridico.
  • La confisca diretta del denaro richiede prova che la somma sia proprio il provento del reato o che vi sia una metamorfosi/reimpiego collegabile eziologicamente allillecito; la sola fungibilità del denaro non basta a fondare la confisca diretta.
  • In caso di annullamento del provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, devono essere restituiti tutti i beni sequestrati in forza di quel provvedimento, indipendentemente dalla formale intestazione, secondo le specifiche determinazioni del provvedimento annullato.

Testo integrale

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