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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28698/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputata, condannata in primo grado e con sentenza confermata in appello per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio, ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Corte d'appello di Torino. Ha dedotto tre motivi: (1) manifesta illogicità della motivazione sulla ritenuta responsabilità penale, sostenendo che non fosse provata la destinazione allo spaccio della droga detenuta; (2) violazione di legge per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p., assumendo la particolare tenuità del fatto; (3) violazione di legge e vizio di motivazione per l'omessa applicazione della sanzione sostitutiva della pena pecuniaria ex art. 20-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che il primo e il terzo motivo non si confrontavano criticamente con la motivazione della sentenza impugnata, limitandosi a reiterare censure già prospettate in appello e già respinte, senza indicare specificamente ragioni di diritto ed elementi di fatto idonei a scardinare la decisione. Quanto al secondo motivo, ha osservato che la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. richiede congiuntamente particolare tenuità dell'offesa e non abitualità del comportamento; nel caso concreto, la sentenza impugnata aveva correttamente valorizzato gli indici ostativi al riconoscimento dell'istituto. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    norma incriminatrice posta a base della condanna per fatto relativo a sostanza stupefacente, nella forma di lieve entità

  • art. 131-bis c.p.

    la non punibilità per particolare tenuità del fatto presuppone cumulativamente particolare tenuità dell'offesa e non abitualità del comportamento, da valutarsi secondo gli indici di cui all'art. 133, comma 1, c.p.

  • art. 20-bis c.p.

    la richiesta di sanzione sostitutiva della pena pecuniaria è stata ritenuta infondata alla luce della motivazione del giudice di merito

  • art. 581 c.p.p.

    i motivi di impugnazione devono indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto posti a fondamento della richiesta, a pena di inammissibilità

  • art. 591 c.p.p.

    l'inosservanza dei requisiti di specificità del ricorso determina inammissibilità

  • art. 133, primo comma, c.p.

    richiamato come criterio per valutare la particolare tenuità dell'offesa ai fini dell'art. 131-bis c.p.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a reiterare le censure già formulate in appello senza confrontarsi in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata; la critica deve essere argomentata e specifica.
  • Ai fini dell'ammissibilità del ricorso, i motivi devono indicare con precisione le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sostengono la richiesta di annullamento; una doglianza generica sulla pretesa illogicità della motivazione non è sufficiente.
  • La causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. richiede congiuntamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento; i due presupposti non sono alternativi.
  • La valutazione della particolare tenuità del fatto deve avvenire attraverso gli indici delle modalità della condotta e dell'esiguità del danno o del pericolo, secondo i criteri dell'art. 133, comma 1, c.p., e può essere negata quando la motivazione del giudice di merito evidenzi elementi ostativi coerenti.
  • La richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva non può essere accolta in cassazione se la sentenza di merito ha già motivato in modo congruo sull'assenza dei presupposti applicativi.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCause di non punibilitàPena e commisurazione
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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