Sentenza n. 873/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento declaratoria dell’obbligo di provvedere in merito all’esecuzione della Sentenza n. -OMISSIS- del 07.08.2025, numero cronologico-OMISSIS-, emessa dal Tribunale Ordinario di Roma – Sezione XVIII Civile - Sezione Diritti della Persona ed Immigrazione, in composizione monocratica, nella persona del Giudice, dott. -OMISSIS-, pubblicata in data -OMISSIS- nell’ambito del procedimento iscritto al N. -OMISSIS- R.G.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione, da parte dell'amministrazione diplomatica, della sentenza del Tribunale ordinario di Roma che aveva ordinato il rilascio del visto di ingresso per motivi familiari in favore della moglie del ricorrente
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente ottemperanza)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per ottenere la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere all'esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Roma, che aveva ordinato alla sede diplomatica di Islamabad il rilascio del visto di ingresso per motivi familiari a favore della moglie del ricorrente. Nel corso del giudizio l'amministrazione resistente ha depositato copia del visto di ingresso rilasciato nelle more.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il rilascio del visto costituisse integrale soddisfazione della pretesa azionata, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Pur dichiarando cessata la materia del contendere, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale e ha condannato il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori, nonché alla rifusione del contributo unificato se versato. La sentenza dispone inoltre l'oscuramento delle generalità del ricorrente.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
risultando la pretesa del ricorrente pienamente soddisfatta, deve essere dichiarata cessata la materia del contendere
La piena soddisfazione della pretesa del ricorrente nel corso del giudizio determina la cessazione della materia del contendere.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La norma è richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono richiamate, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il comando contenuto nel provvedimento giudiziale, la pretesa azionata deve essere dichiarata soddisfatta e il giudizio deve essere definito per cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- La sopravvenuta esecuzione dell'obbligo da parte dell'amministrazione non impedisce al giudice di regolare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe presumibilmente prevalso in assenza dell'adempimento sopravvenuto.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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