Sentenza n. 404/2026 - Pescara, Sezione 1
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della delibera n.1075 del 2 luglio 2026, colla quale l’ASL3 di Pescara aggiudicava l’appalto per la fornitura in service, colla formula del noleggio a chiamata, di un sistema di mappaggio e monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio per la UOC di neurochirurgia a Iom Service srl, con accertamento dell’inefficacia del conseguente contratto eventualmente poi stipulato, con subentro nel medesimo, e condanna della stazione appaltante al risarcimento del danno.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: aggiudicazione dell’appalto per la fornitura in service, mediante noleggio a chiamata, di un sistema di mappaggio e monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa seconda classificata ha impugnato l’aggiudicazione disposta in favore dell’impresa concorrente risultata prima classificata, deducendo la violazione degli artt. 1, 2, 3, 5, 10, 79 e 108 e dell’Allegato II.5 del d.lgs. n. 36/2023, dell’art. 3 della l. n. 241/1990, dell’art. 97 Cost. e degli artt. 6 e 7 del capitolato. Sono stati inoltre dedotti vizi di eccesso di potere per travisamento dei fatti, difetto di istruttoria e di motivazione, illogicità, disparità di trattamento e sviamento. La ricorrente ha chiesto anche l’accertamento dell’inefficacia del contratto eventualmente stipulato, il subentro e il risarcimento del danno. Nel corso del giudizio l’amministrazione ha annullato in autotutela l’aggiudicazione impugnata; la ricorrente ha quindi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.
La decisione
Il Tribunale, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. L’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione impugnata, intervenuto nel corso del giudizio, ha eliminato l’atto oggetto della domanda di annullamento; inoltre, la ricorrente ha espressamente dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Non è stata esaminata la fondatezza dei motivi di illegittimità né sono state decise le domande relative all’inefficacia del contratto, al subentro e al risarcimento. Le spese sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, verificata la completezza del contraddittorio e dell’istruttoria e sentite le parti.
artt. 1, 2, 3, 5, 10, 79 e 108 d.lgs. 36/2023
Norme indicate dalla ricorrente come violate nell’ambito della procedura di gara; il Tribunale non ne ha esaminato il merito a causa dell’improcedibilità del ricorso.
Allegato II.5 d.lgs. 36/2023
Disposizione indicata dalla ricorrente tra quelle violate; il relativo motivo non è stato esaminato nel merito.
art. 3 l. 241/1990
Invocato dalla ricorrente in relazione all’obbligo di motivazione; la questione non è stata esaminata per la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 97 Cost.
Invocato dalla ricorrente con riferimento ai principi di buon andamento e imparzialità; il Tribunale non ha esaminato la relativa censura.
artt. 6 e 7 del capitolato
Disposizioni della lex specialis indicate come violate; le censure sono rimaste assorbite dall’improcedibilità.
Massime di principio
- L’annullamento in autotutela dell’atto impugnato, intervenuto nel corso del giudizio, determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sulla domanda di annullamento quando il ricorrente dichiari di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio.
- In presenza della sopravvenuta carenza di interesse derivante dall’eliminazione dell’atto impugnato, il giudice amministrativo dichiara improcedibile il ricorso senza esaminare nel merito i vizi dedotti né le domande consequenziali non più sostenute da un interesse attuale.
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