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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35501/2025 del 30/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e, per l'effetto, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. La decisione di merito di condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio, contestata ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990. Con il primo e il secondo motivo ha dedotto, in termini ritenuti generici, il vizio di motivazione per asserita mancata risposta ai motivi di appello e il travisamento della prova, sostenendo anche la tesi alternativa dell'uso personale della marijuana. Con il terzo motivo ha lamentato l'omessa motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche. Con ulteriore motivo ha censurato il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. La Corte ha ritenuto tutte le doglianze generiche e infondate nei termini dedotti, rilevando che la sentenza impugnata aveva già escluso l'uso personale con argomenti completi e non illogici, e aveva implicitamente escluso le attenuanti generiche e la sospensione condizionale valorizzando il notevole quantitativo di sostanza, la suddivisione in più parti, il bilancino di precisione e i precedenti penali specifici.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Disposizione incriminatrice posta a base della condanna confermata in appello; la Corte non ne riconsidera il merito perché i motivi di ricorso sono reputati generici e inammissibili.

  • art. 616 c.p.p.

    Base normativa per la condanna del ricorrente, in caso di inammissibilità del ricorso, al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a dedurre in modo astratto l'apparenza della motivazione o il travisamento della prova senza indicare specificamente gli atti processuali o gli argomenti decisivi asseritamente trascurati dal giudice di merito.
  • La tesi dell'uso personale della sostanza stupefacente può essere esclusa dal giudice di merito sulla base di elementi fattuali sintomatici della destinazione allo spaccio, quali il notevole quantitativo, il frazionamento in più partite, il possesso di un bilancino di precisione e la presenza di precedenti specifici.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche non richiede una motivazione esplicita e autonoma quando dalla sentenza emergano elementi incompatibili con il loro riconoscimento, specie se il giudice valorizza dati negativi come la quantità della droga e i precedenti penali specifici.
  • Il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena è legittimamente desumibile dal richiamo ai precedenti penali specifici dell'imputato, senza che sia necessaria una motivazione particolarmente articolata quando il diniego risulti coerente con il quadro complessivo della decisione.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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