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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35409/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 15/06/2021 che, confermando la decisione del GIP, li aveva condannati (abbreviato) per furto in abitazione e per più rapine (tra cui la rapina e il tentativo di rapina in danno della famiglia Del Bene/Gallia) e, nei confronti di uno degli imputati, per sequestro di persona. Castaldo lamenta il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche in misura prevalente. Esposito e Reale deducono che non sussisteva un tentativo punibile (sarebbe stato invece solo un tentato furto), lamentano carenza di motivazione sulla presenza di persone nell'abitazione e sostengono l'impossibilità di configurare la rapina tentata senza la dimostrazione della presenza effettiva delle vittime. Palmieri censura l'entità della pena e il diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Per Castaldo e Palmieri l'inammissibilità è fondata sulla reiterazione di doglianze già esaminate in appello, sulla mera critica valutativa e sulla aspecificità degli argomenti (violazione degli obblighi di specificazione ex art. 581 c.p.p.). Per Reale ed Esposito il motivo relativo alla qualificazione giuridica è stato ritenuto generico e non idoneo a invertire la valutazione di merito: le prove (intercettazioni, captazioni nell'autovettura, presenza sul posto con strumenti idonei quali pistola giocattolo, passamontagna, fascette, torce) dimostravano atti idonei, non equivoci e una concreta probabilità di riuscita, integrando il tentativo di rapina. È stata inoltre confermata l'applicazione dell'aggravante prevista per la rapina commessa in luoghi indicati dall'art. 624-bis, ai sensi dell'art. 628 (comma 3 e 3-bis). I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.L. 137/2020 art. 23 comma 8

    art 23. Comma 8 D.L. 137/2020

    Consente lo svolgimento del contraddittorio scritto per il trattamento del ricorso; qui il ricorso è stato trattato secondo tale modalità procedurale.

  • art. 581 c.p.p., lett. c)

    art. 581 c.p.p., lett. c)

    Imposta il criterio di ammissibilità dei motivi di cassazione richiedendo specificità e chiarezza delle doglianze; la Corte ha ritenuto i motivi generici/aspecifici e perciò inammissibili.

  • art. 628 c.p. (comma 3 e n. 3-bis)

    articolo 628 comma 3 tn; numero 3 bis

    L'aggravante prevista si applica quando la rapina è commessa in uno dei luoghi indicati dall'art. 624-bis; la Corte ha ritenuto sufficiente l'intenzione e la destinazione dell'azione verso l'abitazione indicata come obiettivo, anche in caso di tentativo sventato.

  • art. 624-bis c.p.

    Elenca i luoghi (tra cui l'abitazione) che, se presi di mira per la commissione del reato, comportano l'aggravante per la rapina; la Corte ha ritenuto applicabile tale riferimento per qualificare l'aggravante.

Massime di principio

  • I motivi di cassazione che si limitano a riproporre censure di merito già valutate dai giudici di merito e privi di specifiche questioni di diritto sono spesso inammissibili per aspecificità e reiterazione.
  • Il tentativo di rapina è configurabile quando l'autore pone in essere atti idonei e inequivoci diretti alla consumazione del reato, anche se la consumazione è sventata prima del contatto con le vittime; la presenza di strumenti ('armamentario') e di atti preparatori concreti rafforza la qualificazione come tentativo di rapina.
  • Per l'applicazione dell'aggravante prevista per la rapina in abitazione (richiamata dall'art. 624-bis), è sufficiente che il luogo offerto come obiettivo rientri tra quelli previsti dalla norma, anche se la rapina resta tentata e non completata.
  • Per contestare efficacemente la qualificazione tra tentato furto e tentata rapina è necessario dimostrare l'oggettiva impossibilità di usare violenza sulle persone o l'assenza di atti idonei a rendere possibile tale violenza; mere affermazioni generiche non bastano.
  • Le doglianze sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle attenuanti generiche richiedono argomentazioni precise e riferimenti probatori specifici; critiche generiche alla determinazione della pena espongono il ricorrente a inammissibilità.

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