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Sentenza

Sentenza n. 1126/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'ottemperanza alla sentenza n. 457/2024 pubblicata il 16/09/2024 del Tribunale di Pisa;

Giustizia amministrativa202500931

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pisa che aveva ordinato l'assegnazione della Carta elettronica docente per gli anni scolastici 2017/18-2022/23

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente di ruolo)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza lamentando l'inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito nell'esecuzione della sentenza n. 457/2024 del Tribunale di Pisa, ritualmente notificata ai fini dell'esecuzione forzata. La sentenza aveva ordinato l'assegnazione in favore della docente della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, prevista dall'art. 1, comma 12, della legge n. 107/2015, per gli anni scolastici 2017/18, 2018/19, 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23, per l'importo complessivo di euro 3.000,00. La ricorrente ha inoltre chiesto la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento. Dopo la notificazione della sentenza era decorso il termine dilatorio di 120 giorni concesso all'amministrazione per l'adempimento spontaneo.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti tutti i presupposti dell'ottemperanza, in particolare l'esistenza di un titolo giudiziale esecutivo, la sua rituale notificazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni senza che il Ministero vi desse esecuzione. Ha ordinato al Ministero di dare completa ed esatta esecuzione alla sentenza del Tribunale di Pisa entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Ha nominato sin d'ora, per il caso di ulteriore inerzia, il Direttore generale dell'Ufficio centrale di bilancio del Ministero quale commissario ad acta, con facoltà di delega e con il compito di avviare le procedure contabili necessarie all'adempimento. Il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre IVA, CPA e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento e nominare un commissario ad acta in caso di persistente inerzia.

  • art. 1, comma 12, l. 13 luglio 2015, n. 107

    Prevede la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva, ritualmente notificata ai fini dell'esecuzione forzata, e sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge, sussistono i presupposti per l'accoglimento del giudizio di ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare all'amministrazione un termine per la completa ed esatta esecuzione del titolo giudiziale e nominare preventivamente un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia.
  • L'esecuzione di una condanna giudiziale avente contenuto economico può richiedere l'attivazione delle procedure contabili dell'amministrazione; il commissario ad acta può essere individuato nell'organo competente a dare avvio a tali procedure.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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