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Sentenza

Sentenza del 04/11/2016 n. 22409 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR Sardegna che aveva annullato un accertamento induttivo ai fini IRPEG e ILOR per il 1996. L'accertamento si basava su movimenti non contabilizzati rilevati su conti correnti intestati alla società, ritenuti ricavi occultati. La contribuente sosteneva che le operazioni fossero riferibili a un'altra società, Casa del Gelato S.n.c., avente analoga compagine sociale, e richiamava una perizia di parte e un accertamento con adesione relativo a un'annualità diversa. L'Agenzia ha contestato il mancato riconoscimento del valore presuntivo dei movimenti bancari, l'inversione dell'onere della prova e l'insufficiente motivazione sulla perizia.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il secondo e il terzo motivo di ricorso, ritenendo che i movimenti bancari possano fondare presunzioni di ricavi non contabilizzati e che spettasse alla società dimostrare la provenienza delle somme, la loro effettiva natura non reddituale e la contabilizzazione delle operazioni. Ha inoltre rilevato che la CTR aveva motivato in modo generico e insufficiente sulla perizia stragiudiziale di parte e sulle incongruenze evidenziate dall'Ufficio. L'accertamento con adesione relativo a un'altra annualità è stato ritenuto irrilevante, in ragione dell'autonomia dei periodi d'imposta. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla CTR Sardegna, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese. Non si è quindi avuta una decisione definitiva sull'imponibilità delle singole somme.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1

    La CTR aveva ritenuto ingiustificato il ricorso all'accertamento induttivo in assenza di prova dell'inattendibilità della contabilità; tale valutazione è stata superata dalla Cassazione alla luce del valore presuntivo degli elementi bancari.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2

    L'accertamento induttivo può fondarsi su elementi indiziari; i movimenti bancari non giustificati possono costituire presunzioni di ricavi non contabilizzati.

  • Art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5

    Sono state dedotte violazioni di legge e vizi della motivazione della sentenza impugnata; la Cassazione ha accolto le censure relative al valore dei movimenti bancari e alla motivazione sulla perizia.

  • Art. 366-bis c.p.c.

    La Corte ha ritenuto ammissibili e sufficientemente specifici i motivi di ricorso dell'Agenzia, in quanto idoneamente sintetizzati rispetto ai vizi denunciati.

  • Art. 112 c.p.c.

    Il motivo relativo all'omessa pronuncia o all'extrapetizione è stato dichiarato assorbito a seguito dell'accoglimento degli altri motivi.

  • Artt. 2730 e 2709 c.c.

    Le censure relative alla valutazione della perizia e delle scritture contabili sono state dichiarate assorbite, non essendo necessario esaminarle dopo la cassazione con rinvio.

Massime di principio

  • I versamenti e i prelevamenti bancari non giustificati possono costituire una presunzione di ricavi o compensi non contabilizzati; spetta al contribuente fornire una spiegazione analitica e documentata per ciascuna operazione.
  • Non è sufficiente affermare che le somme appartengano a un'altra società collegata o avente la stessa compagine sociale: occorre dimostrare concretamente la riferibilità delle movimentazioni, la provenienza delle somme e la loro corretta registrazione contabile.
  • Una perizia stragiudiziale di parte può essere utilizzata dal giudice, ma deve essere valutata con motivazione puntuale, soprattutto quando l'Amministrazione evidenzi incongruenze o movimenti ancora privi di giustificazione.
  • L'accertamento con adesione relativo a un diverso periodo d'imposta non vincola automaticamente il giudice né dimostra l'inesistenza di ricavi per un'altra annualità, poiché ogni periodo d'imposta è autonomo.
  • In presenza di presunzioni bancarie, il giudice tributario deve esaminare specificamente sia le giustificazioni del contribuente sia gli elementi contrari dedotti dall'Amministrazione, evitando motivazioni generiche o meramente dubitative.

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