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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8206/2022 del 09/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti proponevano ricorso per cassazione lamentando: 1) vizio di motivazione e insufficiente prova dell'identificazione in relazione ai furti contestati (in particolare per il furto ai danni di Luigi Rosso e per i capi A/B imputati allo Ioio); 2) violazione di legge e vizio di motivazione sulla qualificazione delle aggravanti (art. 625 n.4 e art. 61 n.2 c.p.), con specifico rilievo che non sarebbe dimostrato che il ricorrente sapesse o potesse sapere della presenza della carta bancomat nel borsello; 3) carenza di motivazione sulla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e su quantificazione della pena (art. 62-bis e art. 133 c.p.); contestualmente Campolongo deduceva anche questioni relative alla recidiva (art. 99 c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la motivazione delle decisioni di merito formasse un compendio argomentativo coerente (doppia conforme) che coordinava logicamente plurimi indizi: immagini di videosorveglianza con individuazione della targa della Renault Clio, identificazione del Campolongo tramite immagini di prelievo allo sportello bancomat con la carta sottratta, noleggio delle vetture da Napoli, controlli dei due imputati sulla stessa vettura in tempi successivi ai furti, coincidenza delle modalità operative e frequentazione tra i due. La Corte ha inoltre ritenuto legittima la valutazione della circostanza aggravante della destrezza anche in assenza di prova specifica su chi avesse sgonfiato le ruote, e ha condiviso l'applicazione della circostanza di cui all'art. 61 n.2 c.p. in relazione all'uso indebito della carta. Ha infine respinto la doglianza sulle attenuanti per genericità e ha confermato la recidiva; ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione delle sentenze di merito fosse logica e coerente e quindi non affetta dal vizio denunciato

  • art. 606, lett. b) cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione a presunte violazioni di legge; la Corte ha ritenuto che non sussistessero errori di diritto rilevanti nei ragionamenti applicativi delle norme penali contestate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiesto per delimitare i motivi ammissibili in cassazione; i motivi sono stati esaminati nei limiti consentiti e considerati generici o infondati ove del caso

  • art. 625 n.4 cod. pen.

    Norma relativa al furto pluriaggravato; la Corte ha ritenuto configurata l'aggravante in presenza delle modalità operative e delle circostanze valorizzate nel compendio indiziale

  • art. 61 n.2 cod. pen.

    Circostanza aggravante del nesso teleologico con altri reati (consapevole accettazione della commissione di altro reato); la Corte ne ha condiviso l'applicazione anche in presenza di dolo eventuale o alternativo, ritenendo ragionevole l'aspettativa di trovare carte di pagamento nel portafoglio sottratto

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamata in relazione alle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto inesistente motivazione favorevole e quindi congrua la decisione di non concedere attenuanti

  • art. 133 cod. pen.

    Norma sulla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto corretta la determinazione della pena alla luce della recidiva e della valutazione delle circostanze

  • art. 99, comma quarto, cod. pen.

    Recidiva qualificata contestata a Campolongo; la Corte ha confermato la valutazione della recidiva utilizzata ai fini della determinazione della pena

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali e all'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità dei ricorsi

Massime di principio

  • La Cassazione accetta valutazioni basate su un compendio indiziale coordinato: singoli indizi isolati possono essere deboli, ma la loro concatenazione logica costituisce prova valutabile.
  • L'identificazione tramite immagini di videosorveglianza e tramite operazioni compiute con carte rubate presso sportelli bancari è elemento indiziario forte e può integrare l'attribuzione del reato.
  • L'aggravante della destrezza può essere riconosciuta anche quando non è provato chi materialmente abbia predisposto la situazione (es. sgonfiamento della ruota), se è dimostrabile che gli imputati si sono avvantaggiati di una condizione di minor sorveglianza con azioni rapide e agevoli che richiedono abilità e prontezza.
  • Il nesso teleologico (art. 61 n.2 c.p.) può essere fondato sull'aspettativa ragionevole di trovare carte o denaro nel portafoglio sottratto; non è necessaria la prova che il furto sia stato commesso unicamente allo scopo di ottenere la carta.
  • Contestazioni di insufficienza probatoria in cassazione devono dimostrare un vizio logico o una manifesta illogicità della motivazione, non essere meri tentativi di mettere in dubbio singoli elementi senza ricostruzione d'insieme.
  • La genericità dei motivi relativi alle attenuanti o alla quantificazione della pena determina l'inammissibilità delle doglianze: il ricorrente deve indicare profili specifici e argomentati.
  • La presenza della recidiva incide negativamente sulla concessione delle attenuanti generiche e sulla determinazione della pena; va dunque affrontata e criticata con argomentazione puntuale se si vuole contrastarne l'applicazione.

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