Cassazione Penale, Sentenza n. 28291/2025 del 01/08/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la decisione della Corte di appello di Cagliari che aveva rifiutato la consegna di Borsu, destinatario di mandato di arresto europeo per condanna irrevocabile a un anno per tentato incendio. La Corte territoriale aveva motivato il rifiuto soltanto sul presupposto della formale residenza in Italia di Borsu, ritenendola indice di stabile radicamento. Il Procuratore ha censurato tale motivazione sostenendo che la Corte avrebbe dovuto applicare e verificare i criteri previsti dall'art. 18-bis (comma 2 e 2-bis) e valutare se l'esecuzione della pena in Italia fosse concretamente idonea ad accrescere le opportunità di inserimento sociale, tenendo conto degli elementi fattuali emersi (assenza di stabile domicilio prima dell'arresto, breve periodo di soggiorno, carenza di rapporti di lavoro strutturati e redditi insufficienti, mancanza di radicamento affettivo).
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha censurato la Corte di appello per essersi limitata al dato formale della residenza senza compiere la necessaria valutazione degli indici richiesti dalla disciplina vigente (art. 18-bis, come modificato dalle ultime novelle del 2023) e senza indicare gli elementi e i criteri di valutazione nella sentenza. La Suprema Corte ha richiamato la nuova disciplina che elenca gli indici da valutare e dispone la nullità della sentenza che non li indichi; ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato ad altra sezione della Corte di appello di Cagliari per un nuovo giudizio conforme ai criteri di legge.
Norme richiamate
art. 18-bis legge n. 69 del 2005 (come modificato)
Ai fini della verifica della legittima ed effettiva residenza o dimora sul territorio italiano della persona richiesta in consegna, la corte di appello accerta se l'esecuzione della pena o della misura di sicurezza sul territorio sia in concreto idonea ad accrescerne le opportunità di reinserimento sociale, tenendo conto della durata, della natura e delle modalità della residenza o della dimora, del tempo intercorso tra la commissione del reato in base al quale il mandato d'arresto europeo è stato emesso e l'inizio del periodo di residenza o di dimora, della commissione di reati e del regolare adempimento degli obblighi contributivi e fiscali durante tale periodo, del rispetto delle norme nazionali in materia di ingresso e soggiorno degli stranieri, dei legami familiari, linguistici, culturali, sociali, economici o di altra natura che la persona intrattiene sul territorio italiano e di ogni altro elemento rilevante. La sentenza è nulla se non contiene la specifica indicazione degli elementi di cui al primo periodo e dei relativi criteri di valutazione.
La norma elenca gli indici che la Corte di appello deve esaminare per decidere il rifiuto della consegna per radicamento. La loro omessa valutazione o la mancata indicazione nella sentenza determina una nullità e rende sindacabile la decisione in Cassazione.
art. 22, comma 1, legge n. 69 del 2005
Limita oggettivamente il ricorso per cassazione in materia di mandato di arresto europeo ai soli motivi di giurisdizione e violazione di legge, ma la Corte ha precisato che, alla luce delle modifiche legislative del 2023, la violazione delle prescrizioni dell'art. 18-bis relativa alla mancata valutazione degli indici integra un vizio di legge sindacabile.
d.lgs. 2 febbraio 2021, n. 10
Modifiche precedenti alla disciplina del mandato di arresto europeo che avevano inciso sul regime di impugnazione; la Corte ricorda il quadro normativo evoluto e la necessità di interpretare la materia alla luce delle successive modifiche del 2023.
decreto legge 13 giugno 2023 n. 69, convertito con legge 10 agosto 2023 n. 103
Ha introdotto le modifiche rilevanti all'art. 18-bis (in particolare il comma 2 e l'aggiunta del comma 2-bis) fissando gli indici che la Corte deve valutare e la nullità della sentenza che non riporti gli elementi e i criteri di valutazione.
art. 606, lett. b) cod. proc. pen.
Norma che consente la censura in Cassazione per violazione di legge nella motivazione. La Corte ha ritenuto che la mancata considerazione degli indici previsti dall'art. 18-bis costituisca violazione di legge rilevabile ai sensi di questa disposizione.
Sentenza Corte Costituzionale n. 178 del 28 luglio 2023
La pronuncia costituzionale aveva inciso sulla portata del motivo facoltativo di rifiuto del mandato, spingendo per un'applicazione coerente e meno discrezionale dei criteri di radicamento; la Cassazione richiama il contesto costituzionale e l'evoluzione normativa.
Massime di principio
- La formale residenza anagrafica non è di per sé sufficiente per escludere la consegna: la Corte deve valutare compiutamente i molteplici indici previsti dall'art. 18-bis comma 2-bis.
- La sentenza che decide sul rifiuto della consegna per radicamento deve contenere l'elenco degli elementi esaminati e i criteri di valutazione; la mancata indicazione determina nullità della decisione.
- I fattori rilevanti includono durata e continuità della residenza o dimora, distanza temporale tra reato e inizio della residenza, natura dei legami familiari e lavorativi, regolare adempimento contributivo e fiscale, rispetto delle norme sul soggiorno, e ogni altro elemento idoneo a dimostrare un radicamento effettivo.
- Se la Corte di merito si limita a considerazioni formali o omette di valutare gli indici di legge, il Procuratore può proporre ricorso per violazione di legge e ottenere l'annullamento in Cassazione.
- In casi analoghi è consigliabile documentare compiutamente, già in sede di merito, tutte le circostanze rilevanti relative a durata, stabilità, lavoro, reddito, permessi di soggiorno e legami sociali per dimostrare o confutare il radicamento.
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