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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37847/2022 del 06/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna (mesi 7 di reclusione) per i reati di cui agli artt. 336 e 582 c.p. con tre motivi: 1) incompetenza per materia del Tribunale rispetto al capo B) (lesioni guarite in giorni 3), sostenendo che si trattasse di reato di competenza del giudice di pace e non ricorressero le condizioni per l'attrazione della competenza; 2) vizio di motivazione sull'identificazione del reo, lamentando che i testi non avessero identificato l'aggressore e che vi fossero dichiarazioni di non conoscenza; 3) vizio di motivazione in ordine alla pena e al diniego delle attenuanti generiche, con rilievo sull'errato riferimento ai precedenti e sulla incongruenza tra dispositivo e motivazione circa la pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile nel merito. Sul primo motivo ha ritenuto corretta l'applicazione dell'art. 6, comma 1, d.lgs. n. 274/2000: vi era connessione per unità di azione tra il fatto di cui all'art. 336 c.p. e le lesioni semplici, giustificando l'attrazione della competenza in capo al Tribunale. Sul secondo e terzo motivo la Corte ha escluso il riesame di merito, rilevando che la valutazione sulla identificazione e sulle attenuanti era fondata su congrua motivazione dei giudici di merito. Tuttavia, d'ufficio la Cassazione ha rilevato un profilo di illegittimità nella determinazione dell'aumento della pena ai sensi dell'art. 81 c.p.: l'aumento era stato operato senza specifica motivazione e senza tener conto correttamente delle pene eterogenee. Applicando la facoltà di rideterminazione ex art. 620, comma 1, lett. l), c.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente all'aumento ex art. 81 e ha rideterminato la sanzione nell'aumento in misura corrispondente al minimo della multa, pari a euro 516,00. Ne è derivata la quantificazione complessiva della pena in mesi sei di reclusione ed euro 516,00 di multa.

Norme richiamate

  • art. 336 cod. pen.

    Riferimento al reato contestato; la condotta integrativa di tale reato è stata valutata congiuntamente alle lesioni per accertare l'unità di azione ai fini della competenza

  • art. 582 cod. pen.

    Riferimento al reato di lesioni (nel caso, lesioni semplici guarite in giorni 3) oggetto del capo B) dell'imputazione

  • art. 6, comma 1, d.lgs. n. 274/2000

    Stabilisce che, quando concorrono reati di competenza del giudice di pace e di un giudice diverso, la connessione rileva per l'attrazione della competenza solo se i reati sono commessi con un'unica azione o omissione; applicata per ritenere attratta la competenza al Tribunale per unità di contesto e di azione

  • art. 81 cod. pen.

    Regola l'aumento di pena per il concorso di più reati; la Corte ha rilevato che l'aumento è stato operato senza specifica motivazione e senza adeguato computo tra pene eterogenee

  • artt. 63, comma 1, e 52, comma 2, lett. b, d.lgs. 274/2000

    Richiamati in relazione alla corretta ponderazione delle pene e alla rilevanza, per il giudice, della pena applicabile dal giudice di pace nel caso di reati commessi insieme

  • art. 620, comma 1, lett. l), cod. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione, quando annulla senza rinvio in parte della decisione, di rideterminare la pena in riferimento all'aumento illegittimo; utilizzata per rideterminare l'aumento in misura corrispondente al minimo della multa

  • Sez. U, n. 40983 del 21/06/2018 (Giglia)

    Giurisprudenza richiamata in materia di criteri di computo dell'aumento nel caso di reati puniti con pene eterogenee, a sostegno della necessità di specifica motivazione

  • Sez. 6, n. 7980 del 01/02/2017 (Esposito) e Sez. 3, n. 3969 del 25/09/2018 (B.)

    Giurisprudenza richiamata sul principio della prevalenza del dispositivo sulla motivazione quando vi sia discrepanza tra i due elementi, salvo circostanze che impongano diversa valutazione

Massime di principio

  • Quando reati di competenza diversa sono commessi con un'unica azione o unità di contesto, si applica l'art. 6 d.lgs. 274/2000 e la competenza può essere attratta al giudice più gravoso (Tribunale); non è sufficiente il mero concorso soggettivo di reati.
  • La Cassazione non è sede di rinnovazione del giudizio di merito: le valutazioni probatorie e di identificazione compiute dai giudici di merito sono sindacabili solo se emergono vizi di motivazione censurabili sotto il profilo giuridico; una lettura alternativa del quadro probatorio non è sufficiente.
  • La determinazione dell'aumento di pena ex art. 81 c.p. tra reati con pene eterogenee richiede specifica motivazione e corretta tecnica di computo; l'assenza di motivazione su tale aumento può essere sanata dalla Cassazione rideterminando la pena quando consentito dall'ordinamento (art. 620 c.p.).
  • In caso di discrepanza tra dispositivo e motivazione prevale normalmente il dispositivo, salvo che circostanze concrete impongano diversa interpretazione; la giurisprudenza della Cassazione fornisce orientamenti sul prevalere del dispositivo.
  • Le attenuanti generiche e la scelta della misura della pena rientrano nella sfera di valutazione del giudice di merito; la Corte di legittimità interviene solo se la motivazione è manifestamente illogica o contraddittoria.

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