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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15369/2025 del 17/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la responsabilità per detenzione illecita di una ingente quantità di sostanza stupefacente del tipo hashish. Con il primo motivo ha censurato il mancato riconoscimento della attenuante della collaborazione/ravvedimento operoso, ma la Corte di cassazione ha ritenuto che la doglianza, pur formalmente veicolata come vizio di legittimità, mirasse in realtà a rimettere in discussione la ricostruzione del fatto, la valutazione della prova e l'apprezzamento riservati al giudice di merito. Con il secondo motivo ha contestato il diniego delle attenuanti generiche, deducendo che la motivazione fosse carente; la Corte ha invece rilevato che il giudice di merito aveva dato conto della negativa personalità dell'imputato, dei plurimi precedenti e dell'eccezionale gravità del fatto. È stato inoltre ribadito che non è consentito in cassazione sollecitare una nuova valutazione della congruità della pena, salvo che la determinazione sia frutto di mero arbitrio o di un ragionamento illogico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondate o comunque non deducibili in sede di legittimità le censure sul mancato riconoscimento dell'attenuante della collaborazione e delle attenuanti generiche, osservando che la motivazione della Corte d'appello era congrua, logica e conforme ai principi di diritto. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    L'attenuante del ravvedimento operoso/collaborazione nei reati in materia di stupefacenti richiede che i dati forniti siano nuovi, oggettivamente utili e idonei ad ampliare le conoscenze già disponibili all'autorità.

  • art. 80 d.P.R. 309/1990

    È richiamato quale norma aggravatrice nel titolo di reato relativo alla detenzione illecita di ingente quantitativo di stupefacente.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato valorizzando gli elementi di maggiore rilevanza ostativi al beneficio, senza dover confutare analiticamente ogni deduzione difensiva; i precedenti penali possono da soli giustificare il diniego.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito trasformare una censura apparentemente di diritto in una richiesta di nuova valutazione del fatto, della prova o della credibilità delle inferenze operate dal giudice di merito.
  • L'attenuante della collaborazione nei reati in materia di stupefacenti presuppone un contributo informativo effettivamente nuovo, oggettivamente utile e tale da incidere conoscitivamente sull'indagine o sul procedimento.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimamente sorretto da una motivazione sintetica purché individui gli elementi di maggiore rilievo ostativi al beneficio; i precedenti penali dell'imputato possono costituire base sufficiente del giudizio negativo sulla personalità.
  • La valutazione della congruità della pena non è sindacabile in cassazione quando sia frutto di un ragionamento non arbitrario e non manifestamente illogico.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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