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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6057/2022 del 22/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di rescissione del giudicato sulla sentenza di condanna per rapina. La difesa aveva dedotto la violazione dell'art. 629-bis c.p.p. e vizio della motivazione in relazione all'esclusione dell'incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo, sostenendo che la notificazione al domiciliatario (difensore di fiducia Avv. Leonardantonio Cassano) non aveva garantito l'effettiva conoscenza dell'imputata, atteso che il difensore non aveva partecipato a gran parte delle udienze dibattimentali e non aveva impugnato il decisum.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto che la nomina del difensore con elezione di domicilio e la presenza dello stesso all'udienza preliminare costituiscano indici concreti dell'effettività del mandato e della conoscenza del procedimento da parte dell'imputata. Ha inoltre sottolineato l'onere di diligenza a carico della parte di seguire il procedimento e mantenere i contatti con il difensore nominato; l'assenza di iniziative della ricorrente verso il legale o di altre prove a sostegno dell'asserita mancata conoscenza ha reso infondate le censure. Il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Invocato dalla difesa come norma sulla rescissione del giudicato per mancata conoscenza; la Corte ha ritenuto che non sia stata violata perché gli elementi probatori (nomina e domiciliazione del difensore, presenza di quest'ultimo in udienza preliminare) dimostrano l'effettiva instaurazione del rapporto difensivo e la conoscenza del processo.

  • art. 420-bis, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato l'interpretazione delle Sezioni Unite (Ismail): l'elezione di domicilio e la nomina del difensore sono circostanze che possono portare a ritenere ragionevolmente nota la vocatio in ius, ma solo se sussiste un rapporto informativo effettivo tra difensore e assistito; non si tratta di una presunzione automatica.

  • art. 26, comma 3, Codice deontologico forense

    Richiamato per affermare che il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti al mandato può costituire violazione deontologica; tuttavia la Corte osserva l'assenza di iniziative della parte nei confronti del legale come elemento che non conforta la tesi della difesa.

  • art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)

    Richiamato nei termini generali: l'ignoranza incolpevole rilevante ai fini del diritto a un giusto processo è esclusa quando l'imputato sia venuto a conoscenza del procedimento attraverso atti processuali quali nomina di difensore, elezione di domicilio o misure cautelari, il che comporta un onere di diligenza nel seguire il procedimento.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio non comporta automaticamente la rescindibilità del giudicato: occorrono elementi che dimostrino l'effettiva instaurazione e stabilizzazione del rapporto difensivo.
  • La presenza del difensore in un'udienza decisiva (ad es. udienza preliminare) è un forte indice dell'effettività del mandato e può far ritenere conosciuto il processo dall'imputato.
  • L'elezione di domicilio e la nomina del difensore possono giustificare, nelle date condizioni, la ragionevole presunzione di conoscenza della vocatio in ius, ma solo se il rapporto informativo tra difensore e assistito è effettivo e accettato.
  • L'onere di diligenza grava anche sull'imputato: una volta consapevole dell'esistenza del procedimento (per esempio per perquisizione, denunzia, nomina difensore) deve mantenere i contatti con il legale; la mancata cura è suscettibile di essere interpretata come sottrazione alla conoscenza del processo.
  • Se si contesta la negligenza del difensore, è necessario dimostrare tentativi concreti di contatto o iniziative della parte nei confronti del legale; la mera assenza del difensore a talune udienze senza elementi probatori aggiuntivi raramente basta a giustificare la rescissione del giudicato.

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