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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49978/2023 del 15/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale impugna la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d'appello di Napoli, denunciando la mancanza di motivazione in relazione alle dichiarazioni rese da Verde Antonio e il conseguente travisamento, per omissione, della prova. In particolare si contesta che la Corte d'appello si sia limitata a ritenere insufficienti le impronte e le tracce biologiche rinvenute sullo specchietto e su un casco del ciclomotore utilizzato per la rapina, e ad ipotizzare che il veicolo potesse comunque circolare nonostante fosse stato sottoposto a fermo amministrativo, senza confrontarsi con la versione difensiva dell'imputato (che sosteneva di aver avuto il ciclomotore in prestito da Verde) e con la smentita operata dallo stesso Verde, elemento che il giudice di primo grado aveva ritenuto decisivo per la condanna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata, rilevando l'obbligo del giudice d'appello, quando riforma in senso assolutorio una sentenza di condanna, di fornire una motivazione rafforzata e di confrontarsi puntualmente con le ragioni che avevano indotto il giudice di primo grado alla condanna (in particolare la smentita della versione difensiva da parte di Verde). Per tali ragioni la sentenza è annullata e la causa è rinviata ad altra sezione della Corte d'appello per dare adeguata e specifica motivazione sul punto evidenziato.

Norme richiamate

  • Sezione 4, n. 24439 del 16/06/2021, Frigerio/Vollero

    Principio secondo cui il giudice d'appello che, sulla base del medesimo compendio probatorio, riforma la sentenza di primo grado assolvendo l'imputato, è tenuto a una motivazione rafforzata che dia puntuale ragione delle difformi conclusioni.

  • Sezioni Unite n. 6682 del 04/02/1992

    Orientamento che richiede al giudice d'appello di riesaminare, anche in sintesi, il materiale probatorio valutato dal primo giudice e di strutturare una nuova e compiuta motivazione per le parti della prima sentenza non condivise.

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello riforma in senso assolutorio una condanna, deve fornire una motivazione "rafforzata" che spieghi dettagliatamente le ragioni del diverso apprezzamento probatorio.
  • Il giudice d'appello non può limitarsi a osservazioni generiche o a richiamare criticamente la motivazione del primo grado: è obbligato a confrontarsi espressamente con i punti fattuali e probatori ritenuti decisivi dalla sentenza impugnata.
  • La mancata esplicita valutazione o la omissione di confronto con dichiarazioni o elementi decisivi (ad esempio la smentita di un testimone che il primo giudice ha ritenuto determinante) costituisce vizio idoneo all'annullamento della sentenza per carenza di motivazione.
  • La presenza di tracce biologiche o impronte necessita di un inquadramento e una valutazione contestuale: il semplice rilievo che vi siano anche tracce non riconducibili all'imputato non sostituisce l'obbligo di motivare perché ciò esclude la responsabilità.
  • Le questioni sulla disponibilità o sullo stato giuridico del mezzo (sequestro vs fermo amministrativo) devono essere trattate e spiegate nella motivazione quando assumono rilievo ai fini della responsabilità.
  • In caso di annullamento per carenza di motivazione il giudice adito in rinvio dovrà effettuare una nuova valutazione, specificamente confrontandosi con le argomentazioni ritenute decisive dal primo giudice e con le versioni difensive contestate.

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