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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1617/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la motivazione della Corte d'appello in relazione al riconoscimento della recidiva semplice e alla mancata concessione delle attenuanti generiche. Sosteneva che la Corte si era limitata a richiamare la precedente condanna senza valutare se il nuovo reato fosse effettiva manifestazione di una maggiore propensione a delinquere. Quanto alle generiche, lamentava che la Corte avrebbe valorizzato solo il fatto che l'imputato avesse data una versione dei fatti diversa da quella accertata, omettendo di considerare il comportamento tenuto fin dalle fasi dell'arresto, la condotta processuale e le condizioni di vita.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte d'appello: il giudice di merito aveva non solo accertato l'esistenza di una precedente condanna, ma anche fatto conto di numerosi precedenti di polizia indicativi di "insensibilità alle leggi e ai provvedimenti dell'autorità" e aveva valutato che la condotta oggetto del processo fosse ulteriore dimostrazione di propensione a delinquere. Inoltre la negazione delle attenuanti generiche è stata ritenuta congruamente motivata per mancanza di elementi positivi idonei a giustificarne l'applicazione; la versione difensiva è stata considerata solo un elemento fra altri valutati insieme alla gravità complessiva del fatto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (decisione del 23 novembre 2022).

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Norma richiamata per la trattazione del procedimento in forma cartolare; autorizza lo svolgimento del giudizio senza discussione orale, permettendo la decisione sulla base degli atti scritti

  • art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    Richiamato unitamente al precedente per il trattamento cartolare del procedimento; conferma la possibilità di decidere sulla base dei documenti trasmessi senza udienza pubblica

Massime di principio

  • Il riconoscimento della recidiva non si esaurisce nella mera constatazione formale della precedente condanna: il giudice deve motivare anche la connessione tra il precedente e l'attuale condotta, valutando se quest'ultima sia espressione di una propensione a delinquere
  • Per contestare efficacemente il riconoscimento della recidiva è necessario dimostrare l'assenza di una relazione oggettiva o soggettiva tra la precedente condanna e il nuovo fatto, ovvero che i precedenti non siano pertinenti a valutare la propensione a delinquere
  • La mancata concessione delle attenuanti generiche può essere legittima quando nel complesso non emergono elementi positivi sufficienti a bilanciare la gravità del fatto; la semplice esposizione di una versione alternativa dei fatti non obbliga il giudice a riconoscere le generiche
  • Fatti quali il comportamento al momento dell'arresto, la condotta processuale e le condizioni di vita possono giustificare l'attribuzione delle attenuanti generiche, ma devono essere concretamente rilevati e valutati in modo esplicito nel giudizio di merito
  • In sede di cassazione, se la motivazione del giudice di merito risulta complessivamente adeguata e non contraddittoria, il ricorso sarà spesso dichiarato inammissibile; la censura deve dunque evidenziare carenze logiche o di motivazione specifiche e non meramente alternative o generiche
  • Quando il procedimento è trattato in forma cartolare, le parti devono porre particolare cura nella produzione documentale e nella esposizione scritta delle censure, poiché il giudice decide principalmente sugli atti scritti

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