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Sentenza

Sentenza n. 1106/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento dell'ordinanza ingiunzione di demolizione, ai sensi degli articoli 35 del D.P.R. n. 380/2001 e 11 della L.R. n. 23/2004 (Pratica amm.va Reg. 825/2014), emessa dal Dirigente Settore Governo del Territorio e dal Responsabile U.O. Servizi Giuridico amministrativi e Controlli Edilizi del Comune di Rimini in data 15.02.2021 e notificata a mezzo PEC (prot. n. 0046056/2021 – Registro 825/2014) in pari data; e di ogni altro atto antecedente conseguente preordinato e comunque connesso;

Giustizia amministrativa202100607

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di ingiunzione alla rimozione di alcune cabine presenti nello stabilimento balneare e al ripristino dello stato dei luoghi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva originariamente proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro l'ordinanza comunale di demolizione adottata ai sensi degli artt. 35 d.P.R. 380/2001 e 11 l.r. Emilia-Romagna 23/2004. A seguito dell'opposizione del Comune ai sensi dell'art. 10 d.P.R. 1199/1971, il ricorso è stato trasposto e riassunto davanti al TAR. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, chiedendo la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese. Il Comune ha preso atto della dichiarazione e vi ha aderito quanto alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo, la parte ricorrente possa disporre dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. Tale dichiarazione impone al giudice di prenderne atto, non potendo egli procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese sono state compensate in ragione dell'esito del giudizio e dell'accordo delle parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 10 d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199

    L'opposizione dell'amministrazione alla decisione del ricorso straordinario determina la trasposizione del giudizio davanti al giudice amministrativo.

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    Indicato quale base normativa dell'ordinanza comunale di ingiunzione alla rimozione delle cabine e al ripristino dello stato dei luoghi.

  • art. 11 l.r. Emilia-Romagna 23/2004

    Indicato quale ulteriore base normativa dell'ordinanza comunale impugnata.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, comporta la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio alla decisione della controversia né sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire; deve prendere atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
  • L'opposizione dell'amministrazione a un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica comporta la trasposizione del giudizio davanti al giudice amministrativo, che deve essere riassunto dalla parte ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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