Sentenza n. 63/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento del provvedimento emesso dal Consolato Generale d''Italia in Shanghai in data 18.12.2024 prot. n. 2135/2024 ricevuto a mani proprie il 15.1.2025 con il quale si dispone il rigetto della domanda di rilascio di visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato in favore del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato estinto il giudizio in ragione della rinuncia al ricorso depositata dal ricorrente e ritualmente notificata. Non è stata esaminata la legittimità del diniego del visto né sono stati scrutinati i motivi di ricorso. Le spese di giudizio sono state compensate, avuto riguardo all'andamento della fase cautelare. È stato disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato emesso dal Consolato Generale d'Italia in Shanghai
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego adottato dalla sede diplomatica italiana di Shanghai sulla domanda di rilascio di un visto d'ingresso per lavoro subordinato. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Dopo l'accoglimento della domanda cautelare, il ricorso è stato nuovamente chiamato per la discussione; prima della decisione il ricorrente ha depositato una rinuncia al ricorso, ritualmente notificata.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previo avviso alle parti in camera di consiglio; il testo non collega espressamente a tale norma la decisione sull'estinzione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La norma è richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 del d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso, quando risulti ritualmente depositata e notificata, determina l'estinzione del giudizio senza esame dei motivi di impugnazione o della legittimità dell'atto contestato.
- In presenza di una rinuncia ritualmente notificata, il giudice può definire il giudizio dichiarandone l'estinzione; la regolazione delle spese può essere effettuata in compensazione tenendo conto dell'andamento della fase cautelare.
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