Cassazione Penale, Sentenza n. 6410/2023 del 15/02/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, in sede cautelare, aveva rigettato l'appello avverso l'ordinanza del Tribunale di Vibo Valentia del 14/01/2022. Si chiedeva la revoca della misura della custodia cautelare domiciliare applicata per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Le censure riguardavano (1) la mancata considerazione, da parte del Tribunale, delle emergenze istruttorie emerse nell'udienza del 6/12/2021 e segnalate nel ricorso (si deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza); (2) la mancata ponderazione corretta delle esigenze cautelari, contestando la decisione che aveva ritenuto persistenti tali esigenze.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse effettivamente valutato le emergenze dibattimentali evocante l'udienza del 6/12/2021 e che la ricorrente non avesse fornito adeguata e specifica dimostrazione della conducenza di quei fatti rispetto al quadro indiziario originario. La Corte ha sottolineato che le evidenze indicate erano parziali e non richiamavano l'intero compendio probatorio su cui si basa il capo di imputazione, così da non essere idonee a modificare il giudizio cautelare già formato. Conseguentemente il rigetto del ricorso è stato confermato e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Principio giurisprudenziale sulla revoca delle misure cautelari
Per ottenere la revoca o il mutamento di una misura cautelare è necessario allegare ed illustrare elementi nuovi, concreti e idonei a incidere sul quadro indiziario; il mero decorso del tempo o sviluppi processuali non sempre costituiscono elemento sufficiente se non mostrano la loro effettiva conducenza rispetto all'impianto accusatorio
Standard probatorio cautelare: gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari
La Corte conferma che il giudizio sulla persistenza dei 'gravi indizi' e delle esigenze cautelari richiede una motivazione che valuti la complessità del compendio probatorio: vanno considerate la completezza e la rilevanza delle emergenze prospettate rispetto agli elementi su cui si è basata la misura
Onere di specificazione del ricorrente
Il ricorrente deve adeguatamente indicare e collegare i fatti nuovi all'origine del provvedimento cautelare; affermazioni generiche o la richiamata parzialità di singole emergenze dibattimentali non soddisfano l'onere dimostrativo richiesto
Massime di principio
- Per ottenere la revoca o alleggerimento di una misura cautelare è necessario produrre elementi nuovi e specifici che dimostrino una modificazione del quadro indiziario originario; non basta il semplice decorso del tempo.
- Le emergenze emerse in udienza devono essere contestualizzate e collegate all'intero compendio probatorio: dati parziali o frammentari difficilmente sono ritenuti idonei a incidere sul giudizio cautelare.
- Il giudice della cautela valuta la conducenza degli elementi nuovi rispetto al capo di imputazione; il ricorrente ha l'onere di spiegare la rilevanza probatoria e il nesso con le accuse originarie.
- La mancata esposizione adeguata e specifica delle nuove prove o elementi può comportare il rigetto del ricorso e la condanna al pagamento delle spese processuali.
- In situazioni analoghe, è utile presentare una ricostruzione chiara e documentata delle nuove emergenze probatorie, indicando espressamente in che modo esse contrastano o attenuano i precedenti elementi indiziari che hanno giustificato la misura cautelare.
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