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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17335/2024 del 24/06/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce da una scrittura privata del 9 aprile 2002, qualificata come "Atto di deroga alle limitazioni legali della proprietà", con la quale due soggetti, titolari del fabbricato confinante, avrebbero autorizzato la controparte a costruire a distanza inferiore rispetto a quella prevista dal piano regolatore e dalle norme urbanistiche. I primi hanno poi agito davanti al Tribunale chiedendo la risoluzione del patto per inadempimento, la demolizione del manufatto e il risarcimento del danno, sostenendo che l'opera fosse stata realizzata in difformità dal progetto assentito dal Comune. Il Tribunale, anche sulla base di c.t.u., ha ritenuto conforme l'opera allo strumento urbanistico e ha rigettato la domanda; la Corte d'appello ha confermato. In cassazione è stato proposto un solo motivo, ma la Corte ha rilevato d'ufficio che il patto derogativo della distanza minima legale, in quanto contrario a norme urbanistiche inderogabili, poteva essere affetto da nullità; ha quindi rimesso la causa al giudice di merito per il contraddittorio e per le conseguenze della eventuale nullità.

La decisione

La Corte di cassazione ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla Corte d'appello dell'Aquila in diversa composizione. La decisione di merito è stata ritenuta viziata perché non aveva considerato d'ufficio la possibile nullità della convenzione privata che derogava alle distanze legali previste dagli strumenti urbanistici. Il giudice di rinvio dovrà dichiarare la nullità, ove ne ricorrano i presupposti, e poi esaminare il resto delle domande, verificando anche l'eventuale estensione della nullità e le sue conseguenze, oltre a regolare le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 384, co. 3, c.p.c.

    consente la rimessione della causa in decisione dopo ordinanza interlocutoria e la riapertura del contraddittorio su un profilo rilevato d'ufficio dalla Corte.

  • art. 1418 c.c.

    richiamato per verificare la nullità del patto contrario a norme inderogabili.

  • art. 1419 c.c.

    richiamato per valutare l'eventuale estensione della nullità al contratto o alla clausola.

Massime di principio

  • Le prescrizioni sulle distanze legali contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi, in quanto poste a tutela di interessi urbanistici generali, non sono derogabili dai privati.
  • È nullo, anche nei rapporti interni tra proprietari confinanti, il patto con cui si autorizzi una costruzione in violazione delle distanze urbanistiche inderogabili.
  • La nullità di una clausola o convenzione contraria a norme inderogabili può e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice quando emerga dagli atti, purché sia rispettato il contraddittorio tra le parti.
  • Nel giudizio di cassazione, l'accertata nullità del patto presupposto può condurre alla cassazione con rinvio affinché il giudice di merito esamini le conseguenze della declaratoria di nullità, incluse la possibile estensione ex artt. 1418 e 1419 c.c. e gli ulteriori capi di domanda.

Come è indicizzato

MaterieCompravendita immobiliareProprietàGiurisdizione
RamiImmobiliareDiritti realiProcesso civile
IstitutiNullitàLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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