Salta al contenuto
Segnalazione e parere

Provvedimento AGCM AS2130 del 18/12/2025

AATO3 MARCHE - GESTORE UNICO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

AGCMAS2130

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM segnala ad AATO 3 Marche Centro Macerata e ai Comuni dell’ambito criticità concorrenziali connesse sia all’attuale assetto frammentato del Servizio Idrico Integrato sia al progetto di affidamento in house a una nuova società consortile unica, di durata trentennale e di notevole valore economico. L’Autorità contesta, tra l’altro, la mancata adozione delle relazioni previste dal d.lgs. 201/2022, la carenza della motivazione analitica nelle delibere comunali, i dubbi sui requisiti per l’in house, la tempistica eccessivamente lunga dell’operazione, il carattere solo formale dell’aggregazione e l’incompatibilità tra i costi attuali dei gestori e gli obiettivi del piano d’ambito. L’AGCM chiede ai destinatari di comunicare entro 30 giorni le iniziative adottate per rimuovere le violazioni evidenziate.

Segnalazione ex art. 21 l. 287/1990 ad AATO 3 Marche Centro Macerata e ai Comuni interessati sul futuro affidamento in house del SII: l’AGCM rileva plurime criticità concorrenziali e invita a rimuoverle prima del gestore unico trentennale.

AATO 3 Marche Centro Macerata - Gestore unico del Servizio Idrico Integrato

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 287/1990, interviene nei confronti dell’Assemblea di Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Marche Centro Macerata e dei Comuni dell’ambito per segnalare criticità concorrenziali connesse all’attuale assetto del Servizio Idrico Integrato e al futuro affidamento in house a una società consortile unica. L’operazione è descritta come un processo di aggregazione societaria di ampia portata, destinato a durare 30 anni e a riguardare un valore complessivo stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro.

Contesto dell’assetto attuale del servizio

L’Autorità ricostruisce preliminarmente l’attuale frammentazione della gestione del SII nell’ambito AATO 3. Escluse le tre gestioni in economia e il Comune di Ussita in regime di salvaguardia, il servizio risulta affidato a 11 società in house: tre holding in house e otto società operative che svolgono la gestione concreta del servizio. La pluralità di soggetti coinvolti è già di per sé indice di un assetto complesso, nel quale la gestione giuridica e quella operativa risultano scisse tra più livelli societari e territoriali.

L’Autorità ricorda inoltre di avere già inviato, nel corso del 2024, una lettera di monito e un parere ex art. 22 l. 287/1990, nei quali erano state evidenziate criticità sugli affidamenti in essere, tra cui la presenza di capitali privati in Astea e i dubbi sul requisito dell’attività prevalente di CMA. Secondo l’AGCM, l’Ente d’ambito non avrebbe superato tali osservazioni, preferendo invece preannunciare il complesso iter di aggregazione societaria poi esaminato.

Il progetto di aggregazione e il modello dualistico

Le delibere consiliari trasmesse dai Comuni delineano un percorso di integrazione in tre fasi: fusione per incorporazione di Unidra in SI Marche; successivo ingresso nel capitale del nuovo soggetto di CMA; infine, contestuale ingresso degli ulteriori gestori Acquambiente e SAN. L’esito finale sarebbe una società consortile con struttura dualistica, nella quale convivrebbero soci enti locali e soci gestori, con l’obiettivo dichiarato di garantire la massima rappresentatività degli stakeholder.

L’Autorità osserva che, nello schema scelto, la distinzione tra ruoli di controllo e ruoli operativi viene formalizzata nello statuto, ma ciò non elimina le criticità di fondo. Il modello infatti non appare idoneo a realizzare una vera concentrazione della gestione operativa del servizio, poiché lascia intatte le articolazioni aziendali oggi esistenti.

Mancata adozione delle relazioni previste dal d.lgs. 201/2022

Uno dei principali rilievi riguarda l’omessa adozione della ricognizione ex articolo 30 del d.lgs. n. 201/2022 relativa all’andamento della gestione del servizio per il 2024. L’Autorità segnala che, a fronte di una richiesta specifica, AATO 3 ha dichiarato di non essere in grado di riscontrare le numerose osservazioni formulate e di non aver rilevato modifiche rispetto all’anno precedente.

Parimenti, l’Autorità contesta la mancata adozione della relazione di affidamento ex articolo 14, commi 2 e 3, del d.lgs. n. 201/2022. Tale relazione avrebbe dovuto motivare la scelta della modalità di gestione e verificare anche la sussistenza dei requisiti richiesti dall’ordinamento europeo per l’affidamento in house, nonché confrontare gli esiti attesi con quelli di modalità alternative di gestione.

Carenza della motivazione analitica nelle delibere comunali

Le delibere consiliari con cui i Comuni deliberano l’ingresso nella nuova società consortile sono ritenute carenti sotto il profilo della motivazione analitica richiesta dall’articolo 5 del TUSPP. Gli Enti locali si limitano infatti a rinviare alla verifica di sostenibilità finanziaria da parte dell’Ente d’ambito, ma, non essendo stata adottata la relazione sulla scelta della modalità di gestione, tale motivazione non può neppure considerarsi integrata per relationem.

L’Autorità sottolinea quindi che la base motivazionale dell’operazione risulta debole, sia sul piano istruttorio sia su quello comparativo rispetto ad altre possibili modalità di gestione del servizio.

Dubbi sui requisiti dell’affidamento in house

L’AGCM non ravvisa un riscontro risolutivo in ordine a due profili fondamentali per l’affidamento in house: la presenza di capitali privati in Astea e il rispetto del requisito dell’attività prevalente in capo a CMA. In particolare, vengono richiamate le partecipazioni private indirette e la pluralità di attività svolte dai soggetti coinvolti.

Dall’analisi dei bilanci delle società operative emergono infatti attività molto eterogenee: oltre al SII, le multiutility partecipano a mercati quali TPL, farmacie comunali, lampade votive, parcheggi, distribuzione gas, illuminazione pubblica, gestione del calore, servizi cimiteriali, distribuzione elettrica, produzione di energia, rifiuti e verde pubblico. L’Autorità ritiene che non sia chiaro se tale perimetro sia compatibile con il requisito dell’attività prevalente richiesto per l’in house.

Tempistiche considerate eccessivamente lunghe

Un ulteriore profilo critico riguarda i tempi di realizzazione del nuovo gestore unico. La scadenza delle concessioni vigenti è stata già allineata al 31 dicembre 2025, ma fonti esterne e il bilancio di ASSEM lasciano intendere una possibile proroga sino al 31 dicembre 2027 per consentire l’aggregazione.

L’Autorità osserva che l’in house, in linea di principio, dovrebbe consentire tempi più rapidi rispetto a una procedura di gara complessa. Nel caso di specie, invece, la complessità del processo societario sembra assorbire proprio il vantaggio della celerità, rendendo le tempistiche non molto diverse da quelle richieste per modelli alternativi quali gara o società mista.

Aggregazione considerata solo formale e non sostanziale

L’AGCM evidenzia che il principio dell’unicità della gestione del d.lgs. n. 152/2006 mira a superare la frammentazione del servizio idrico e a favorire economie di scala e di scopo, a beneficio della qualità del servizio e della tariffazione. Per questo motivo, l’unicità dovrebbe essere non soltanto giuridica ma anche economico-gestionale.

Nel caso esaminato, tuttavia, l’aggregazione riguarderebbe solo le holding SI Marche, Unidra e CMA, mentre la gestione operativa continuerebbe a essere svolta dagli attuali soci gestori: Acquambiente, APM, ASSEM, ASSM, ATAC, CMA/Astea, SAN e Valli Varanensi. Poiché non risultano previste vere integrazioni operative né scissioni di rami d’azienda, il servizio resterebbe sostanzialmente frammentato.

Struttura dei costi e incoerenza con il piano d’ambito provvisorio

L’Autorità collega le proprie perplessità anche al Piano d’ambito provvisorio approvato il 30 giugno 2025 e al relativo piano economico-finanziario. I costi operativi endogeni degli attuali gestori, cioè quelli suscettibili di efficientamento, risultano complessivamente superiori del 26% rispetto ai costi ammessi in tariffa dalla regolazione ARERA.

Alcune società presentano scostamenti particolarmente elevati, come ASSEM e ASSM. Il piano d’ambito stesso afferma che la gestione unificata dovrebbe consentire maggiore efficienza, funzionalità ed economicità, nonché l’allineamento o la riduzione dei costi operativi effettivi. L’AGCM ritiene però che, alla luce della frammentazione operativa e dei livelli di costo attuali, non sia credibile nel breve periodo il raggiungimento di un equilibrio economico-finanziario tramite il solo nuovo assetto consortile.

Conclusioni e richiesta di intervento

In conclusione, l’Autorità auspica che AATO 3 e i Comuni interessati affrontino in modo risolutivo tutte le criticità evidenziate, che possono incidere sia sull’attuale gestione del SII sia sul futuro affidamento trentennale. Per questo invita i destinatari, per il tramite dell’Assemblea di Ambito, a comunicare entro 30 giorni dalla ricezione della segnalazione le iniziative adottate per rimuovere le violazioni della concorrenza rilevate.

La segnalazione sarà pubblicata nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Punti principali

Contesto e destinatari

La segnalazione è rivolta all’Assemblea di Ambito Territoriale Ottimale n. 3 Marche Centro Macerata e, per il tramite di essa, ai Comuni interessati. L’oggetto è il futuro affidamento in house del SII a una società consortile unica, di durata pari a 30 anni e di importo stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro.

Carenze procedurali e motivazionali

L’Autorità rileva che AATO 3 non ha adottato la ricognizione ex art. 30 d.lgs. 201/2022 né la relazione sulla scelta della modalità di gestione ex art. 14 d.lgs. 201/2022. Inoltre, le delibere comunali di ingresso nella nuova società consortile risultano prive della motivazione analitica richiesta dall’art. 5 TUSPP, anche per relationem.

Dubbi sui requisiti dell’affidamento in house

Permangono criticità sulla presenza di capitali privati in Astea e sul rispetto del requisito dell’attività prevalente per CMA e per le società operative che parteciperebbero al nuovo gestore. L’AGCM osserva che molte di esse operano su più territori e in numerosi settori diversi dal SII, con possibili problemi di compatibilità con il modello in house.

Aggregazione solo formale e frammentazione operativa

Secondo l’Autorità, il progetto realizzerebbe un’unicità solo giuridica, perché si limiterebbe a fondere le holding SI Marche, Unidra e CMA, lasciando comunque la gestione operativa agli attuali soci gestori. In assenza di vere integrazioni operative o scissioni di rami, la frammentazione del servizio resterebbe sostanzialmente invariata.

Tempistiche e costi non coerenti con i vantaggi attesi

L’AGCM ritiene eccessivamente lunghe le tempistiche per il subentro del nuovo gestore, tanto da prospettare ulteriori proroghe delle concessioni. Inoltre, i costi operativi endogeni degli attuali gestori risultano superiori ai costi ammissibili in tariffa e, secondo l’Autorità, ciò rende poco credibile che la nuova gestione unica possa conseguire in tempi ragionevoli le efficienze necessarie al riequilibrio economico-finanziario.

Come è indicizzato

Materiesegnalazione al parlamento e al governoadvocacy concorrenzialeservizio idrico integratoaffidamenti in houseregolazione

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da AGCM, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.