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Sentenza

Sentenza n. 4189/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento degli atti costituenti la variante generale n. 9 al Piano di Governo del Territorio di Tradate adottata con deliberazione consiliare n. 44 del 27 settembre 2021 ed approvata con deliberazione consiliare n. 17 del 29 aprile 2022, e successiva deliberazione consiliare n. 30 del 30 settembre 2022, pubblicata nel Bollettino Ufficiale Regione Lombardia del 16 novembre 2022, n. 46 nella parte in cui prevede uno standard pubblico interessante una porzione di un terreno di proprietà della ricorrente, nonché di ogni ulteriore atto o provvedimento prodromico, collegato o connesso, ivi compresi i pareri resi sulla variante dalla Provincia di Varese e dalla Regione Lombardia, sempre in parte qua;

Giustizia amministrativa202203422

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: variante generale n. 9 al Piano di Governo del Territorio di Tradate, nella parte in cui reiterava uno standard pubblico su una porzione della proprietà privata

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato le deliberazioni consiliari con cui il Comune di Tradate aveva adottato e approvato la variante generale n. 9 al PGT, contestando la reiterazione, su circa 168 metri quadrati della propria proprietà, di uno standard pubblico destinato alla realizzazione di un accesso carraio verso un fondo comunale nel quale si trovava un pozzo. Ha dedotto la violazione della normativa statale e regionale in materia urbanistica, dei principi di motivazione e partecipazione procedimentale, nonché dell'art. 9 d.P.R. 327/2001 e della disciplina normativa del piano delle regole. In particolare, ha lamentato la reiterazione di un vincolo risalente agli anni Ottanta, rimasto inattuato, privo di attuali indicazioni circa la realizzazione dell'opera, il suo inserimento nel programma triennale dei lavori pubblici o la disponibilità di finanziamenti per l'esproprio. Ha inoltre dedotto eccesso di potere per travisamento, erroneità e insussistenza dei presupposti, sviamento, carenza e contraddittorietà dell'istruttoria, difetto o insufficienza di motivazione, illogicità, irrazionalità, mancata ponderazione degli interessi e violazione del principio di proporzionalità. Secondo la ricorrente, la previsione era altresì incompatibile con gli obiettivi della variante di conservazione delle ville, dei parchi e del patrimonio arboreo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure contro la variante. Nel corso del giudizio, il Comune aveva adottato la deliberazione consiliare n. 2/2023, qualificata come correzione ai sensi dell'art. 13, comma 14-bis, l.r. Lombardia n. 12/2005, con la quale aveva eliminato la previsione dell'accesso carraio da realizzarsi sulla proprietà della ricorrente previo esproprio, sostituendola con la previsione di una servitù di passaggio pedonale per l'accesso al fondo comunale. Le modifiche risultavano sia dal testo della deliberazione sia dalle cartografie rettificate e dalla successiva nota degli uffici comunali. La nuova disciplina, non impugnata dalla ricorrente, aveva quindi superato l'assetto urbanistico contestato, facendo venir meno l'interesse concreto e attuale alla decisione sul ricorso originario. Il Collegio ha inoltre precisato che l'eventuale superamento dei limiti dell'intervento di correzione avrebbe integrato un vizio di annullabilità della deliberazione n. 2/2023, deducibile soltanto mediante tempestiva impugnazione della stessa. La condotta della ricorrente, che aveva previamente manifestato la volontà di concordare la servitù pedonale e successivamente aveva chiesto le cartografie per predisporre la rinuncia, confermava il venir meno dell'interesse alla contestazione dell'originaria previsione. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 13, comma 14-bis, l.r. Lombardia n. 12/2005

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell'intervento comunale successivo che ha modificato la previsione urbanistica contestata. Il TAR non ne ha scrutinato la legittimità, poiché la deliberazione correttiva non era stata impugnata; l'eventuale superamento dei limiti normativi avrebbe costituito un vizio di annullabilità da far valere con autonoma e tempestiva impugnazione.

  • art. 9 d.P.R. 327/2001

    La norma è stata invocata dalla ricorrente in relazione alla reiterazione del vincolo urbanistico preordinato all'esproprio, ma il TAR non ha esaminato la relativa censura per sopravvenuta carenza di interesse.

  • artt. 1 e 3 l. 241/1990

    Le norme sono state richiamate dalla ricorrente in relazione ai principi dell'azione amministrativa e all'obbligo di motivazione, ma le relative doglianze non sono state esaminate nel merito.

Massime di principio

  • Il ricorso contro una previsione urbanistica diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione sostituisce con un nuovo atto non impugnato l'assetto regolatorio specificamente contestato, facendo venir meno l'utilità concreta di una pronuncia di annullamento sull'atto originario.
  • Quando il nuovo atto amministrativo modifica sostanzialmente l'assetto degli interessi disciplinato dall'atto impugnato, l'interesse alla decisione sul ricorso originario viene meno se il nuovo atto non è stato tempestivamente impugnato e non residua alcuna utilità concreta dall'accertamento dell'illegittimità della disciplina precedente.
  • L'eventuale superamento dei limiti normativi del potere di correzione di uno strumento urbanistico integra un vizio di annullabilità del nuovo atto e deve essere dedotto mediante tempestiva impugnazione dello stesso; tale questione non può essere esaminata incidentalmente nell'ambito del ricorso contro l'atto originario.
  • La condotta processuale e sostanziale del ricorrente, consistente nell'accettazione o nella previa condivisione del nuovo assetto regolatorio, può confermare il venir meno dell'interesse concreto e attuale alla decisione sul ricorso contro la disciplina precedente.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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