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Sentenza

Sentenza del 20/04/2015 n. 933 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto

Conferimento di immobili in società - cessione quote - abuso del diritto - non è tale. Cessione di unità immobiliari - cessione di fabbricati con terreni edificabili - riqualificazione come cessione di terreni - aliud pro alio - non è possibile - principio dell'abuso del diritto - non trova applicazione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato l'operazione composta dal conferimento di immobili (fabbricati e terreni) in una società e dalla successiva cessione delle quote sociali come una cessione diretta di terreni edificabili, sostenendo che il contribuente avesse posto in essere un'operazione abusiva per evitare la tassazione delle plusvalenze prevista dall'art. 67, comma 1, lettera b), del TUIR. La riqualificazione era stata motivata anche dall'avvio, prima della cessione, di procedure amministrative relative alla demolizione dei fabbricati e alla realizzazione di nuove costruzioni.

La decisione

La riqualificazione è stata esclusa. Non è stato ritenuto possibile considerare la cessione di fabbricati, ancorché insistenti su terreni edificabili, come una cessione di terreni edificabili con fabbricati accessori, poiché ciò altererebbe la natura giuridica dell'operazione e comprometterebbe i principi di certezza del diritto e di affidamento del contribuente. Il conferimento degli immobili seguito dalla cessione delle quote non è stato considerato, sulla base degli elementi indicati, abuso del diritto. L'Amministrazione non può sostituire all'operazione effettivamente realizzata un diverso negozio giuridico solo perché fiscalmente più oneroso per il contribuente.

Norme richiamate

  • Art. 67, comma 1, lettera b), D.P.R. 917/1986 (TUIR)

    Disciplina la tassazione delle plusvalenze derivanti, tra l'altro, dalla cessione di terreni edificabili. La norma non consente di equiparare automaticamente la cessione di quote sociali o di fabbricati alla cessione diretta di terreni.

  • Art. 37-bis D.P.R. 600/1973

    Prevedeva il contrasto alle operazioni elusive, ma non autorizzava l'Amministrazione a riqualificare arbitrariamente un'operazione sulla base del solo risultato fiscale o a prescindere dalla sua effettiva struttura giuridica.

  • Art. 38 D.P.R. 600/1973

    Richiamato nel contesto dei poteri di accertamento dell'Amministrazione finanziaria; tali poteri devono comunque essere esercitati nel rispetto della qualificazione giuridica dell'operazione e delle garanzie del contribuente.

  • Art. 10 Legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Tutela i principi di buona fede, collaborazione, certezza del diritto e affidamento del contribuente, che risultano incompatibili con riqualificazioni imprevedibili o non adeguatamente fondate.

  • Cassazione n. 8772/2008

    Richiamata in relazione ai limiti della riqualificazione delle operazioni e all'esigenza di individuare un effettivo comportamento elusivo.

  • Cassazione n. 21390/2012

    Richiamata sui criteri di applicazione del principio dell'abuso del diritto e sulla necessità di non prescindere dalla concreta struttura dell'operazione.

  • Corte di giustizia dell'Unione europea, sentenza n. 693 del 16 gennaio 2015

    Richiamata quale riferimento europeo sul principio dell'abuso del diritto, che richiede un'operazione artificiosa e priva di reale sostanza economica, non essendo sufficiente il solo conseguimento di un vantaggio fiscale.

Massime di principio

  • La scelta di una struttura negoziale fiscalmente più conveniente non costituisce automaticamente abuso del diritto: occorre dimostrare l'assenza di sostanza economica o l'artificiosità dell'operazione.
  • L'Amministrazione finanziaria non può riqualificare una cessione di fabbricati come cessione di terreni edificabili solo perché il terreno ha un'elevata potenzialità edificatoria o perché sono previste demolizioni e nuove costruzioni.
  • Il conferimento di immobili in una società seguito dalla cessione delle quote deve essere valutato secondo gli atti effettivamente compiuti; non può essere trattato automaticamente come una vendita diretta degli immobili.
  • Il vantaggio fiscale, da solo, non dimostra l'abuso del diritto: sono necessari ulteriori elementi, quali artificiosità, mancanza di valide ragioni extrafiscali e ottenimento di un risultato contrario alla ratio della normativa.
  • Le contestazioni fiscali devono rispettare i principi di certezza del diritto, buona fede e tutela dell'affidamento; una riqualificazione imprevedibile o sostanzialmente creativa è illegittima.
  • La valutazione concreta può dipendere dalla documentazione disponibile, dalla sequenza temporale degli atti, dalle ragioni economiche dell'operazione e dalla disciplina vigente al momento dei fatti.

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