Cassazione Penale, Sentenza n. 37422/2023 del 13/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Torino che lo aveva dichiarato responsabile, quale amministratore di fatto della fallita Segecar s.r.l., di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale (capi a. e b.), contestando: 1) l'attribuzione della qualità di amministratore di fatto, censurando la valutazione delle prove (testimonianze della teste Bosotti e delle dichiarazioni dell'amministratore di diritto Zanetti e la relazione del curatore) e lamentando travisamento e mancata considerazione degli elementi contrari; 2) la qualificazione della condotta come bancarotta fraudolenta documentale (capo b.), contestando la sussistenza del dolo specifico e sostenendo che la produzione di documenti si concilia con l'assenza di intento fraudolento. Il ricorso deduceva vizi di legge e di motivazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo carente di specificità e inadeguato a censurare compiutamente la motivazione della Corte territoriale, la quale aveva logicamente motivato l'attribuzione della qualità di amministratore di fatto sulla base delle deposizioni (Bosotti, Zanetti) e di elementi convergenti (coincidenza statuti, transito di dipendenti, trasferimenti di beni senza corrispettivo). Il secondo motivo è stato considerato una mera richiesta di diverso apprezzamento dei fatti circa il dolo specifico nella bancarotta documentale e quindi inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modificazioni dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, art. 23, comma 8
Norma richiamata in relazione alla presentazione della requisitoria scritta del Procuratore generale: autorizza la produzione di conclusioni scritte in Cassazione nelle forme previste
disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1
Limita l'esposizione dei motivi di ricorso in cassazione entro i limiti indicati: il ricorso deve essere specifico nei punti consentiti
legge fallimentare, art. 33
La relazione del curatore fallimentare può essere valutata dal giudice, ma le dichiarazioni in essa contenute richiedono valutazione nel contraddittorio se rilevate come prova decisiva
codice di procedura penale, art. 507
Prevede l'esame di testimoni in primo grado anche quando vi sia relazione del curatore; l'ordine di esame non inficia automaticamente la valutazione probatoria complessiva
codice di procedura penale, art. 192, comma 3
Consente la valutazione delle dichiarazioni rese da interessati o parti; la Corte d'appello ha legittimamente utilizzato le dichiarazioni dello Zanetti quale elemento convergente tra le prove
codice di procedura penale, art. 210
Richiamato in relazione alla valutazione delle dichiarazioni degli interessati e alla necessità di riscontri, ma in questo caso la Corte ha ritenuto sussistenti elementi di riscontro convergenti
codice di procedura penale, art. 616
Prevede la condanna alle spese processuali e la possibilità di irrogare una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile; applicata per fissare in euro 3.000 la somma dovuta
Massime di principio
- In cassazione i motivi di ricorso devono essere specifici e confrontarsi direttamente con la motivazione della sentenza impugnata: censure generiche o meri inviti a diverso apprezzamento dei fatti sono inammissibili.
- La valutazione delle prove (testimonianze, relazione del curatore, elementi documentali e circostanziali) è di competenza del giudice di merito; la cassazione non substituisce il proprio giudizio a quello del giudice di merito se non in presenza di vizi di diritto o travisamento probatorio chiaramente dimostrato.
- Per attribuire la qualità di 'amministratore di fatto' è necessario dimostrare elementi convergenti che evidenzino il controllo di fatto della gestione (es. coincidenza di statuti, transito di personale, trasferimenti di beni senza corrispettivo); dichiarazioni interessate vanno valutate insieme ad altri riscontri.
- La qualificazione del reato come bancarotta fraudolenta documentale richiede la prova del dolo specifico; tuttavia, dedurre l'assenza di dolo senza proporre censure di diritto puntuali equivale a un diverso apprezzamento dei fatti, improprio in cassazione.
- L'ammissione di testimonianze in primo grado non viene automaticamente ascritta a vizio quando il giudice di merito spiega la congruenza delle varie fonti di prova; va specificamente dimostrato il travisamento per ottenere riforma.
- Ricorsi manifestamente inammissibili possono comportare sanzioni economiche a carico del ricorrente ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi opportuno valutare la fondatezza e la specificità dei motivi prima del deposito.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 13 set 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 37275/2023 del 13/09/2023
- Sentenza penale · 13 set 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 37276/2023 del 13/09/2023
- Sentenza penale · 13 set 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 37277/2023 del 13/09/2023
- Sentenza penale · 13 set 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 37278/2023 del 13/09/2023
- Sentenza penale · 13 set 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 37280/2023 del 13/09/2023
- Sentenza penale · 13 set 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 37281/2023 del 13/09/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →