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Ordinanza

Ordinanza n. 603/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del silenzio serbato dal Comune di Casagiove sulle istanze di condono edilizio n. 2525/1995, n 224/1995 e n. 227/1995; di tutti gli altri atti connessi, presupposti e conseguenziali.

Giustizia amministrativa202506048

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIIOrdinanza istruttoriaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Casagiove sulle istanze di condono edilizio presentate nel 1995

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Le ricorrenti hanno chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sulle istanze di condono edilizio indicate nel ricorso, previa concessione di misure cautelari. Il Comune ha riferito che due pratiche, corrispondenti ai protocolli n. 2525 e n. 2528 del 1° marzo 1995, risultano istruite dal responsabile del procedimento e trasmesse all’ufficio competente per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, poiché gli immobili ricadono in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Quanto alla pratica corrispondente al protocollo n. 2527 del 1° marzo 1995, l’amministrazione ha dichiarato che non risultano depositati gli elaborati completi necessari alla definizione dell’istruttoria.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare perché il danno allegato è stato ritenuto meramente generico ed eventuale, senza procedere in questa fase alla definizione della domanda principale sul silenzio. Ha ordinato l’integrazione del contraddittorio nei confronti della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, ritenendo necessario coinvolgere l’amministrazione paesaggistica in ragione della sottoposizione a vincolo degli immobili interessati da due pratiche. Le ricorrenti dovranno notificare il ricorso e l’ordinanza entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento e depositare la prova della notifica entro i successivi dieci giorni. Ha inoltre disposto incombenti istruttori a carico del Comune e della Soprintendenza, che dovranno depositare entro sessanta giorni una relazione dettagliata precisando se i procedimenti relativi alle due pratiche siano stati conclusi nelle more e, in caso contrario, le ragioni della mancata definizione. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto la domanda cautelare è stata respinta per la genericità e l’eventualità del danno allegato.

  • Decreto ministeriale 14 dicembre 1959

    Indicato quale atto istitutivo del vincolo paesaggistico gravante sull’area interessata da due pratiche di condono.

Massime di principio

  • La domanda cautelare non può essere accolta quando il pregiudizio allegato sia prospettato in termini soltanto generici ed eventuali, senza una concreta dimostrazione del periculum in mora.
  • Quando la definizione di una controversia sul silenzio relativo a un procedimento edilizio dipende anche dall’esercizio di competenze paesaggistiche, il giudice può ordinare l’integrazione del contraddittorio nei confronti dell’amministrazione titolare di tali competenze.
  • In presenza di contestazioni sull’effettivo stato di definizione di procedimenti amministrativi, il giudice può imporre alle amministrazioni coinvolte il deposito di una relazione istruttoria sui fatti, sull’eventuale conclusione dell’iter e sulle ragioni dell’inerzia residua.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggisticaTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTutela cautelareTutela del terzoOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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