Sentenza del 29/03/2017 n. 8042 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle entrate aveva recuperato a tassazione costi ritenuti non deducibili, derivanti da fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, contestando un meccanismo volto ad aggirare il contingentamento comunitario sull'importazione agevolata di aglio fresco e a eludere i dazi doganali. Il maggior reddito della società era stato imputato per trasparenza ai soci ai fini IRPEF. La società e alcuni soci avevano definito la lite mediante condono, mentre C.M. non vi aveva aderito. La CTR aveva ritenuto che la definizione della lite da parte della società rendesse automaticamente definitivo anche il reddito di partecipazione di C.M. e aveva inoltre affermato che il socio non avesse riproposto specificamente in appello le contestazioni contro l'accertamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo, relativo alla dedotta ultrapetizione, perché formulato come violazione di legge anziché come error in procedendo e senza denunciare la nullità della decisione. Ha invece accolto il secondo motivo, stabilendo che il condono definito dalla società non produce automaticamente effetti nei confronti del socio che non vi abbia aderito: nei suoi confronti l'Amministrazione deve procedere a un autonomo accertamento, pur potendo il reddito societario definito costituire un elemento di riferimento, in ragione della correlazione tra reddito della società e reddito di partecipazione. Ha accolto anche il terzo motivo, rilevando che C.M. aveva specificamente riproposto in appello le proprie censure. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio, anche per le spese, a una diversa composizione della CTR del Veneto, che dovrà riesaminare la vicenda anche alla luce dei criteri europei sull'eventuale abuso del diritto nelle importazioni in regime di contingentamento.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5
reddito di impresa ... imputava pro quota ai quattro soci
Nelle società di persone il reddito societario è imputato per trasparenza ai soci, ma ciò non elimina l'autonomia degli accertamenti relativi alla società e ai singoli partecipanti.
D.L. n. 98 del 2011, art. 39, comma 12, convertito dalla L. n. 111 del 2011
definizione della lite fiscale
La definizione agevolata della lite fiscale è un beneficio personale: l'adesione della società non si estende automaticamente al socio che non abbia presentato una propria istanza.
L. n. 289 del 2002, art. 16
la definizione della lite pendente ... da parte di una società di persone non estende automaticamente i suoi effetti nei confronti dei singoli soci
Il condono relativo alla società non impedisce all'Amministrazione di accertare autonomamente il reddito di partecipazione del socio non aderente.
Art. 112 c.p.c.
il giudice deve pronunciare su tutta la domanda
La denuncia di omessa pronuncia o ultrapetizione deve essere proposta come vizio processuale, con riferimento all'error in procedendo e alla nullità della decisione, non soltanto come violazione di legge sostanziale.
Art. 360, comma 1, nn. 3 e 4, c.p.c.
La Corte distingue tra violazione o falsa applicazione della legge e violazioni processuali. L'omessa pronuncia deve essere ricondotta al n. 4, mentre la violazione di norme sostanziali rientra nel n. 3.
D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 49, 53, 56 e 61
le questioni ed eccezioni non accolte ... che non sono specificamente riproposte in appello, s'intendono rinunciate
Nel processo tributario le questioni non accolte in primo grado devono essere riproposte specificamente in appello; tuttavia, se ciò è avvenuto, il giudice non può dichiararle rinunciate per errore.
Regolamenti CE n. 565/2002 e n. 2988/95
Il meccanismo di importazione tramite titoli di operatori diversi non è astrattamente vietato, ma deve essere verificato concretamente per escludere l'elusione dei contingenti, l'assenza di attività commerciale effettiva, prezzi non di mercato o titoli ottenuti illegittimamente.
Sentenza Corte di giustizia UE 14 aprile 2016, causa C-131/14, C. e Malvi
L'eventuale abuso del diritto richiede un elemento oggettivo, consistente nell'aggiramento degli obiettivi della disciplina dei contingenti, e un elemento soggettivo, consistente nella finalità di ottenere un vantaggio indebito mediante operazioni prive di reale giustificazione economica o commerciale.
Massime di principio
- La definizione agevolata o il condono ottenuto da una società di persone non si trasferisce automaticamente ai soci: ogni contribuente deve aderire personalmente per beneficiare dell'effetto definitorio.
- Il reddito della società e il reddito di partecipazione del socio sono collegati, ma gli accertamenti restano autonomi. L'Ufficio deve quindi motivare e verificare la posizione del singolo socio non aderente.
- Il reddito societario definito può essere utilizzato dal giudice come parametro di riferimento per il reddito del socio, ma non determina automaticamente e senza ulteriore valutazione la definitività dell'accertamento nei suoi confronti.
- Nel processo tributario le contestazioni non accolte devono essere riproposte in appello in modo specifico; se risultano effettivamente riproposte, il giudice non può considerarle rinunciate.
- Quando si denuncia omessa pronuncia o ultrapetizione in cassazione, occorre qualificare il vizio come violazione processuale e dedurre la nullità della sentenza, oltre a indicare con precisione domanda o eccezione ignorata.
- Nei regimi doganali agevolati e contingentati, la presenza di più operatori o di trasferimenti della merce non prova da sola l'abuso: occorre accertare concretamente l'elusione dei limiti, l'assenza di effettiva attività commerciale, prezzi anomali, titoli irregolari e l'intento di ottenere un vantaggio indebito.
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