Cassazione Penale, Sentenza n. 13005/2024 del 28/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Padova che aveva confermato il decreto del Pubblico Ministero (12/10/2023) che disponeva perquisizione e sequestro probatorio di telefoni cellulari, monili in oro, orologi di valore, scatole porta-orologi, polizze di pegno e denaro contante. Denunciavano violazione dell'art. 253 c.p.p. per omessa motivazione circa le finalità concrete del sequestro e la mancata pertinenza di taluni beni rispetto all'ipotesi di truffa. Contestavano inoltre che il decreto fosse formulato in maniera generica ("cose pertinenti al reato"/"quanto ritenuto utile ai fini delle indagini") lasciando ampia discrezionalità alla polizia giudiziaria e che fossero stati posti sotto sequestro anche beni non pertinenti o appartenenti a terzi (es. denaro, orologi Rolex, polizze di pegno).
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Motivazione: il decreto di perquisizione e sequestro era formulato in modo generico e delegava agli ufficiali di polizia giudiziaria l'individuazione dei beni da sequestrare; provvedimento di tale natura non è impugnabile con istanza di riesame, dovendo, in caso di contestazione sui beni effettivamente sequestrati, richiedersi la restituzione al P.M. e, in caso di diniego, proporre opposizione al G.I.P. La Corte ha richiamato l'obbligo dell'autorità giudiziaria di convalidare o restituire le cose sequestrate non specificate e la giurisprudenza di legittimità che conferma che il riesame è esperibile solo contro il decreto di convalida del sequestro. A seguito della declaratoria di inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno è stato condannato al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 253 c.p.p.
Richiamato dai ricorrenti come norma violata (perquisizione e sequestro). La Corte ricorda che il decreto di sequestro non può essere meramente generico; se delega discrezionalità alla polizia giudiziaria deve essere oggetto di successivo controllo/convalida da parte dell'autorità giudiziaria.
art. 355 c.p.p.
Interpretazione: l'autorità giudiziaria è tenuta ad un tempestivo controllo (convalida) sui sequestri operati in esecuzione di decreti che rimettano alla discrezionalità della polizia giudiziaria l'individuazione dei beni.
art. 616 c.p.p.
Richiamato quale base per la condanna alle spese processuali e per le sanzioni (ammende) disposte dalla Corte nei confronti dei ricorrenti in caso di inammissibilità fondata su profili di colpa.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 4, n. 8867/2020; Sez. 2, n. 51867/2013; Sez. 2, n. 5494/2016)
Principio consolidato: il decreto di perquisizione/sequestro che si limita a indicazioni generiche e lascia la scelta dei beni alla polizia non è direttamente impugnabile in riesame; il controllo sulla legittimità del sequestro di beni non specificati deve avvenire con la convalida o la richiesta di restituzione/opposizione al G.I.P.
Massime di principio
- Un decreto di perquisizione/sequestro che usa formule generiche (es. "quanto ritenuto utile alle indagini") e delega alla polizia giudiziaria l'individuazione dei beni richiede successivo controllo giudiziario: il provvedimento impugnabile è la convalida del sequestro, non il decreto con delega.
- Se la polizia giudiziaria sequestra beni non espressamente indicati nel decreto, l'autorità giudiziaria deve convalidare il sequestro o ordinare la restituzione; in caso contrario il proprietario può chiedere la restituzione al P.M. e proporre opposizione al G.I.P. in caso di diniego.
- Se sono stati sequestrati beni riconducibili a terzi o chiaramente non pertinenti al reato, bisogna tempestivamente segnalare la terzietà e chiedere la restituzione; il ricorso in riesame è improprio se il decreto di partenza è generico.
- Il ricorso per riesame è esperibile contro il decreto di convalida del sequestro; esperire un riesame contro un decreto di perquisizione generico è spesso inammissibile e può esporre a condanna delle spese e ammende.
- Prima di proporre un'impugnazione sostanziale, valutare i rimedi processuali ordinari (richiesta di restituzione al P.M., opposizione al G.I.P.) per evitare inammissibilità e sanzioni economiche.
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