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Ordinanza

Ordinanza n. 1889/2026 - Roma, Sezione 1

per l'ottemperanza - in via principale, al giudicato formatosi sulla sentenza della Corte d'Appello di Roma, Sez. Prima Civile, n. 1067/2016 del 18.2.2016 (N.R.G. 6640/2011), con la quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata condannata a corrispondere alla dott.ssa Mariana ENESCU la somma di € 6.713,94 per ciascun anno di corso (sei), oltre interessi legali dalla domanda; - in via subordinata, del giudicato formatosi sull'ordinanza di assegnazione somme del 6.7.2021, pronunciata dal Tribunale ordinario di Roma, nella procedura esecutiva mobiliare a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri (N.R.E. 20689/2017).

Giustizia amministrativa202506685

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 16965/2025, che aveva accolto il ricorso in ottemperanza e imposto il pagamento di somme dovute in forza del giudicato civile

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditrice esecutante)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, già vittoriosa in un precedente giudizio di ottemperanza definito con la sentenza del TAR Lazio n. 16965/2025 del 2 ottobre 2025, ha chiesto la nomina di un commissario ad acta. La precedente domanda di ottemperanza riguardava, in via principale, l'esecuzione della sentenza della Corte d'Appello di Roma n. 1067/2016, con la quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri era stata condannata a corrispondere € 6.713,94 per ciascun anno di corso, per sei anni, oltre agli interessi legali dalla domanda; in via subordinata, riguardava l'esecuzione dell'ordinanza di assegnazione somme pronunciata dal Tribunale ordinario di Roma il 6 luglio 2021. Dopo la notifica della sentenza di ottemperanza all'amministrazione e la scadenza del termine assegnato dal TAR, non risultava intervenuto il pagamento.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza di nomina del commissario ad acta, rilevando che, nonostante la pronuncia della precedente sentenza di ottemperanza e la sua notificazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'amministrazione non aveva provveduto al pagamento entro il termine assegnato. È stato nominato commissario ad acta un dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, da individuarsi dal Segretario Generale della Presidenza entro dieci giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. Al commissario è stato ordinato di dare piena esecuzione alla sentenza del TAR Lazio n. 16965/2025, adottando i provvedimenti necessari alla corresponsione delle somme, entro novanta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione dell'ordinanza. Le spese della fase sono state compensate.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione non esegue una sentenza di ottemperanza entro il termine assegnato dal giudice, la parte vittoriosa può ottenere la nomina di un commissario ad acta incaricato di sostituirsi all'amministrazione nell'adozione degli atti necessari all'esecuzione del giudicato.
  • Nel giudizio di ottemperanza avente a oggetto il pagamento di somme, il commissario ad acta può essere incaricato di adottare tutti i provvedimenti strumentali alla corresponsione delle somme riconosciute in sede giurisdizionale.
  • La nomina del commissario ad acta può riguardare un dirigente dell'amministrazione inadempiente, individuato dall'organo apicale competente, purché al commissario sia assegnato un termine preciso per l'esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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