Sentenza n. 6998/2026 - Roma, Sezione 4
per la condanna della società Solar Tecnology S.r.l. alla restituzione nei confronti del Gestore dei Servizi Energetici – GSE – S.p.A. dell'importo delle tariffe incentivanti indebitamente percepite ai sensi del d.m. 19 febbraio 2007 (secondo conto energia) per l'impianto fotovoltaico della potenza di 993 kW sito nel Comune di Mesagne (BR), in località Epifani per euro 1.701.072,60 in dipendenza del provvedimento di decadenza del GSE prot. GSE/P20160081224 del 13 ottobre 2016 e della nota del 2 settembre 2020 con la quale è stata sollecitata la restituzione del predetto importo già richiesta con comunicazione del 6 dicembre 2016.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dal GSE. Non è stata esaminata la fondatezza della pretesa restitutoria né la legittimità del provvedimento di decadenza. Le spese di lite sono state compensate per giustificati motivi.
Atto impugnato: Mancata restituzione di euro 1.701.072,60, richiesti in dipendenza della decadenza dalle tariffe incentivanti per un impianto fotovoltaico
Esito
Favorevole al resistente (operatore economico)
Prevale il privato
La controversia
Il GSE ha proposto un ricorso per ottenere la condanna della società alla restituzione dell'importo delle tariffe incentivanti ritenute indebitamente percepite ai sensi del d.m. 19 febbraio 2007, in conseguenza del provvedimento di decadenza del 13 ottobre 2016 e delle successive richieste di restituzione. Nel corso del giudizio il GSE ha depositato un atto dichiarando la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del ricorso.
Norme richiamate
d.m. 19 febbraio 2007
Il ricorso riguardava la restituzione di tariffe incentivanti percepite ai sensi del cosiddetto secondo conto energia; la sentenza non esamina nel merito la disciplina sostanziale.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria; non viene fornita un'interpretazione specifica nella decisione.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte ricorrente e rilevata dal giudice, determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non procede all'esame dei motivi e della fondatezza della pretesa sostanziale dedotta in giudizio.
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