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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42399/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Giudice di Pace che aveva dichiarato non punibile Persico Paolo per i reati di percosse e minaccia nei confronti di Persico Marcello e Persico Eugenio ai sensi dell'art. 131-bis c.p. Il ricorso deduce violazione di legge, sostenendo l'inapplicabilità dell'istituto della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) nei procedimenti di competenza del Giudice di Pace e censura altresì vizio di motivazione apparente nella sentenza impugnata.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (sent. n. 53683/2017 Rv. 271587) secondo cui l'esclusione di punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. non è applicabile nei procedimenti di competenza del Giudice di Pace, prevalendo la disciplina speciale e funzionale prevista dall'art. 34 del d.lgs. n. 274/2000. Avendo rilevato altresì un interesse concreto della parte pubblica e che il Giudice di Pace aveva motivato sull'irrilevanza dell'art. 34 nella fattispecie, la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Giudice di Pace di Roma in diversa persona fisica.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    L'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile ai reati di competenza del Giudice di Pace, secondo il principio affermato dalle Sezioni Unite; pertanto la declaratoria di non punibilità ex art. 131-bis è impropria in tali procedimenti.

  • art. 34 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    La disciplina speciale relativa ai procedimenti di competenza del Giudice di Pace (art. 34) ha valore tale da escludere l'applicabilità dell'art. 131-bis c.p.; la tenuità del fatto nell'ambito del Giudice di Pace assume anche funzione conciliativa diverso dalla causa di esclusione prevista dall'art. 131-bis.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 53683 del 22/06/2017 (Rv. 271587)

    sent. n. 53683/2017 (Rv. 271587)

    Principio di diritto enunciato: la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. non si applica ai reati di competenza del Giudice di Pace; il rapporto tra art. 131-bis c.p. e art. 34 d.lgs. 274/2000 va risolto dando prevalenza alla peculiarità del sistema sostanziale e processuale del Giudice di Pace.

Massime di principio

  • Nei procedimenti di competenza del Giudice di Pace l'istituto della non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p. non è applicabile; eventuali valutazioni di tenuità devono rispettare la disciplina speciale prevista dall'art. 34 d.lgs. n. 274/2000.
  • Se un Giudice di Pace dichiara la non punibilità ex art. 131-bis, tale decisione è vulnerabile in sede di impugnazione e può essere annullata in base al principio delle Sezioni Unite.
  • In caso di annullamento per tale motivo la Corte di legittimità rinvia il procedimento per un nuovo giudizio al Giudice di Pace, indicendo che il nuovo giudice sia in diversa persona fisica.
  • La pubblica accusa ha interesse concreto e legittimazione ad impugnare decisioni che applicano impropriamente istituti di esclusione della punibilità nei procedimenti del Giudice di Pace.
  • La nozione di "tenuità del fatto" nell'ambito del Giudice di Pace assume rilevanza anche conciliativa e organizzativa; non può però essere confusa con la causa di esclusione della punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.

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