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Sentenza

Sentenza n. 7783/2026 - Roma, Sezione 5T

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio/inadempimento serbato dal Ministero dell’istruzione e del merito, nel procedimento iniziato con istanza presentata telematicamente dalla ricorrente nel mese di ottobre del 2025 (n. domanda 47089 del 18/10/2025) e non concluso, prevedendo fin d’ora la nomina di un commissario ad acta nell’ipotesi in cui l’inerzia della p.a. si protragga oltre il termine assegnato.

Giustizia amministrativa202602428

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Ministero dell'istruzione e del merito sull'istanza di riconoscimento della qualifica professionale di insegnante di sostegno conseguita in Romania

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente richiedente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a., deducendo l'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'istruzione e del merito sull'istanza telematica presentata il 18 ottobre 2025 per il riconoscimento, ai sensi del d.lgs. n. 206/2007, della qualifica professionale di insegnante di sostegno conseguita in Romania. Ha dedotto che l'amministrazione non aveva concluso il procedimento entro i termini previsti dall'art. 16 del d.lgs. n. 206/2007. Il Ministero si è costituito con comparsa di stile, senza contestazioni specificamente esaminate dal giudice.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti entrambi i presupposti dell'azione avverso il silenzio: l'obbligo dell'amministrazione di provvedere e l'inerzia oltre il termine previsto. In particolare, ha riconosciuto l'obbligo del Ministero di pronunciarsi sull'istanza entro i termini stabiliti dall'art. 16 del d.lgs. n. 206/2007, come richiamati dall'art. 2, comma 1, d.l. n. 1/2020, convertito dalla l. n. 12/2020. L'art. 16 prevede l'accertamento della completezza della documentazione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda e l'adozione del provvedimento sul riconoscimento entro tre mesi dalla presentazione della documentazione completa. Poiché tali termini erano inutilmente decorsi senza l'adozione del provvedimento conclusivo, il giudice ha ordinato al Ministero di provvedere entro novanta giorni dalla comunicazione amministrativa o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. È stato nominato commissario ad acta, per l'eventuale ulteriore inerzia, il Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero, o un suo delegato, con incarico di provvedere entro ulteriori centottanta giorni dalla richiesta dell'interessata. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 750 euro di spese processuali, oltre IVA e CPA.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l'azione contro il silenzio dell'amministrazione; il ricorso è stato accolto dopo l'accertamento dell'obbligo di provvedere e dell'inerzia oltre il termine previsto.

  • art. 2, comma 1, d.l. n. 1/2020, convertito con modificazioni dalla l. n. 12/2020

    È richiamato quale fondamento dell'obbligo dell'amministrazione resistente di provvedere nel procedimento di riconoscimento della qualifica professionale.

  • art. 16, comma 2, d.lgs. n. 206/2007

    Entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma 1 l’autorità accerta la completezza della documentazione esibita, e ne dà notizia all’interessato. Ove necessario, l’Autorità competente richiede le eventuali necessarie integrazioni

    Impone all'autorità competente di verificare entro trenta giorni la completezza della documentazione e, se necessario, richiedere integrazioni.

  • art. 16, comma 6, d.lgs. n. 206/2007

    Sul riconoscimento provvede l’autorità competente con proprio provvedimento, da adottarsi nel termine di tre mesi dalla presentazione della documentazione completa da parte dell’interessato

    Stabilisce il termine per l'adozione del provvedimento conclusivo sul riconoscimento della qualifica professionale, decorrente dalla presentazione della documentazione completa.

Massime di principio

  • L'azione avverso il silenzio è fondata quando il ricorrente dimostri l'esistenza di un obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento e il superamento, senza provvedimento conclusivo, del termine previsto dalla legge.
  • Nel procedimento di riconoscimento di una qualifica professionale conseguita in altro Stato membro, l'autorità competente deve verificare la completezza della documentazione entro trenta giorni dal ricevimento della domanda e adottare il provvedimento sul riconoscimento entro tre mesi dalla presentazione della documentazione completa, ai sensi dell'art. 16 del d.lgs. n. 206/2007.
  • Accertato il silenzio-inadempimento, il giudice amministrativo ordina all'amministrazione di provvedere entro un termine assegnato e può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta incaricato di provvedere in caso di ulteriore inerzia, su richiesta dell'interessato.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEsami di abilitazioneDecisione e riti speciali
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoProfessioni e ordini professionali
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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