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Sentenza

Sentenza n. 3698/2026 - Napoli, Sezione 4

Giustizia amministrativa202003951

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale di esercizio del potere inibitorio in autotutela e annullamento della SCIA relativa al riassetto della pavimentazione di un’area

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale del 13 luglio 2020 con cui il Comune di Napoli, richiamando gli artt. 19, comma 4, e 21-nonies della legge n. 241/1990, aveva esercitato il potere inibitorio in autotutela nei confronti della SCIA relativa al riassetto di una pavimentazione. L’amministrazione aveva ritenuto illegittima la pavimentazione oggetto di intervento, poiché essa sarebbe stata realizzata sulla base di una precedente SCIA, già dichiarata inefficace con autonomo provvedimento adottato nella medesima data. Nel ricorso è stata dedotta, tra l’altro, la violazione del termine decadenziale previsto dall’art. 21-nonies, comma 1, della legge n. 241/1990, nella versione ratione temporis applicabile. La controversia è stata esaminata anche alla luce della precedente sentenza del TAR relativa alla SCIA antecedente, con la quale era stato annullato il corrispondente atto di autotutela per violazione del medesimo termine. Il Comune aveva sostenuto il collegamento tra le due SCIA e la legittimità dell’intervento di autotutela.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato l’atto di autotutela, ritenendo decisiva la precedente sentenza della Sezione, non impugnata, che aveva annullato il provvedimento relativo alla SCIA antecedente per violazione del termine di decadenza previsto dall’art. 21-nonies, comma 1, della legge n. 241/1990. Il giudice ha richiamato, per relationem ai sensi dell’art. 88, comma 2, lett. d), c.p.a., le considerazioni in fatto e in diritto contenute in quella sentenza, rilevando che anche nel presente giudizio era stata dedotta un’analoga violazione del termine. Ha inoltre precisato che il superamento del termine può essere eccezionalmente ammesso quando il titolo sia stato ottenuto mediante una falsa rappresentazione della realtà imputabile al privato, tale da indurre l’amministrazione in errore e da escludere un affidamento legittimo; tuttavia, nel caso concreto, gli atti evidenziavano che la suddivisione delle pratiche era stata sollecitata dagli stessi uffici comunali, che l’amministrazione aveva acquisito una relazione tecnica integrativa illustrativa dell’unitarietà degli interventi e che erano stati effettuati plurimi sopralluoghi. Non risultava quindi una falsa rappresentazione imputabile ai ricorrenti idonea a giustificare l’esercizio tardivo dell’autotutela. Per effetto dell’annullamento, la SCIA ha riacquistato efficacia. Le spese sono state compensate in ragione della complessità della vicenda processuale relativa al complesso immobiliare.

Norme richiamate

  • art. 19, comma 4, l. 241/1990

    Disciplina il potere inibitorio esercitato dall’amministrazione nei confronti della SCIA, soggetto alle condizioni dell’autotutela.

  • art. 21-nonies, comma 1, l. 241/1990

    Il potere di annullamento d’ufficio deve essere esercitato entro il termine decadenziale previsto dalla versione della norma ratione temporis applicabile; il suo superamento determina l’illegittimità dell’autotutela, salvo l’eccezionale ipotesi di falsa rappresentazione imputabile al privato.

  • art. 21-nonies, comma 2-bis, l. 241/1990

    La falsa rappresentazione delle circostanze di fatto e di diritto da parte del privato costituisce una fattispecie rilevante ai fini della possibilità di esercitare l’autotutela oltre il termine ordinario e dell’esclusione del legittimo affidamento.

  • art. 88, comma 2, lett. d), c.p.a.

    Consente al giudice di richiamare, per esigenze di sinteticità e in ragione dell’unitarietà della vicenda, le considerazioni in fatto e in diritto contenute in una precedente sentenza relativa alla medesima controversia sostanziale.

Massime di principio

  • Il potere di autotutela esercitato nei confronti di una SCIA è soggetto alle condizioni e al termine decadenziale previsti dall’art. 21-nonies, comma 1, della legge n. 241/1990, nella versione vigente ratione temporis; il superamento del termine rende illegittimo l’intervento amministrativo.
  • Il superamento del termine ordinario per l’annullamento d’ufficio può essere ammesso eccezionalmente quando il titolo ampliativo sia stato conseguito sulla base di una falsa rappresentazione della realtà, oggettivamente verificabile e imputabile al privato, tale da indurre l’amministrazione in errore sui presupposti di fatto o di diritto.
  • La falsa rappresentazione imputabile al privato esclude, in radice, la configurabilità di un legittimo affidamento meritevole di tutela; in assenza di tale condotta, il limite temporale all’autotutela opera quale presidio dell’affidamento e della certezza dei rapporti giuridici.
  • Non ricorre una falsa rappresentazione imputabile al privato quando la frammentazione delle pratiche sia stata sollecitata dagli stessi uffici, l’amministrazione disponga di una relazione tecnica integrativa idonea a ricostruire l’unitarietà degli interventi e abbia svolto sopralluoghi dopo aver acquisito tale documentazione.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoTermini del procedimentoDifetto di istruttoria

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