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Sentenza

Sentenza n. 2836/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento - del silenzio diniego sull’istanza di accesso agli atti formulata in data 9 febbraio 2026 e già in precedenza inoltrata in data gennaio 2026 e ancora in data 4 luglio 2025 volta a conoscere ed estrarre copia ai sensi di legge di documentazione relativa a procedura espropriativa a carico del qui ricorrente in relazione al bene immobile identificato foglio 7 mapp. 206-207-357-376-72 del Comune di Lentate sul Seveso; nonché per la dichiarazione di illegittimità del silenzio illegittimamente serbato all’istanza presentata dai ricorrenti in data 9 febbraio 2026 e precedente missiva del 9 gennaio 2026 e ancora del 2 dicembre 2025 e 25 settembre 2025 volte a richiedere la determinazione dell’indennità provvisoria di esproprio;

Giustizia amministrativa202600944

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego su istanze di accesso a documenti relativi a una procedura espropriativa e silenzio sulla richiesta di determinazione dell'indennità provvisoria di esproprio

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio-diniego formatosi sulle istanze, reiterate in più date, volte a ottenere visione ed estrazione di copia della documentazione relativa alla procedura espropriativa riguardante alcuni immobili siti nel Comune di Lentate sul Seveso. Ha inoltre chiesto la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dal Comune sulle richieste di determinazione dell'indennità provvisoria di esproprio. Nel corso del giudizio ha dichiarato di avere acquisito aliunde il decreto di esproprio e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR non ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il ricorrente non ha allegato elementi concreti idonei a dimostrare la soddisfazione dell'intera pretesa azionata. Tuttavia, la dichiarazione di avere acquisito aliunde il decreto di esproprio ha reso evidente la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito del ricorso complessivamente considerato. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti, in ragione della fattispecie complessiva e delle modalità concrete di definizione della lite.

Massime di principio

  • La dichiarazione del ricorrente di avere acquisito aliunde l'atto o la documentazione oggetto della domanda non determina di per sé la cessazione della materia del contendere: questa richiede la dimostrazione concreta della piena soddisfazione della pretesa azionata.
  • Quando, pur senza essere provata la completa soddisfazione della pretesa, la condotta processuale del ricorrente rende evidente la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito del ricorso complessivamente considerato, il giudizio deve essere dichiarato improcedibile.
  • La mancata opposizione della parte resistente alla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse costituisce un elemento valutabile dal giudice nel definire il giudizio, ma non sostituisce la necessità di verificare l'effettiva ricorrenza dei presupposti processuali.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleDecreto di esproprio e procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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