Cassazione Penale, Sentenza n. 41328/2022 del 02/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso riguarda l'annullamento dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di permesso premio. Il Tribunale di sorveglianza aveva ritenuto che il detenuto, in corso di espiazione di 22 anni di reclusione con fine pena al 21/02/2024, risultasse ancora ricoprire un ruolo apicale nel clan camorristico di riferimento e non avesse manifestato dissociazione; inoltre aveva ricevuto contributi economici in carcere non compatibili con la capacità reddituale del nucleo familiare e non risultava un'effettiva presa di distanza dalla passata esperienza criminale. Il difensore ha censurato la motivazione, sostenendo che il clan era ormai esaurito per collaborazioni e detenzioni degli affiliati, che i contatti familiari non erano strumentali, che il contributo economico era congruo, che la relazione dell'equipe interna era favorevole e che l'ammissione ai permessi favorirebbe rapporti familiari e possibilità riparative.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il ricorso confermando che i permessi premio sono strumento del trattamento penitenziario valutabile in relazione all'andamento del percorso rieducativo: l'ordinanza impugnata ha fornito motivazione adeguata circa la persistenza della condotta associativa senza dissociazione, l'assenza di una prospettiva effettiva di riparazione del danno e la percezione di contributi economici apparentemente incongrui rispetto alle risorse familiari. Per tali ragioni il rigetto è stato confermato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
L'art. 616 c.p.p. è richiamato per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso; il principio applicato è che il ricorso infondato comporta l'onere delle spese.
Massime di principio
- I permessi premio sono strumenti del trattamento penitenziario e la loro concessione è discrezionale, subordinata a una valutazione complessiva dell'andamento rieducativo.
- La persistenza di rapporti o ruoli significativi in organizzazioni criminali e la mancanza di manifesta dissociazione possono legittimare il diniego di permessi premio.
- Contributi economici in carcere che risultino incongrui rispetto alle capacità economiche del nucleo familiare possono costituire indizio di legami esterni e influire negativamente sulla concessione dei permessi.
- Relazioni interne favorevoli (es. equipe trattamentale) sono rilevanti ma non necessariamente decisorie se sussistono elementi concreti di pericolosità o mancata riparazione del danno.
- La valutazione del giudice di sorveglianza deve essere adeguatamente motivata; il sindacato del giudice di legittimità è limitato alla verifica della motivazione e della correttezza del procedimento, non a un controllo di merito esteso.
- Il ricorrente che impugni il diniego deve fornire elementi concreti e aggiornati che contrastino gli indizi di continuità criminale o dimostrino effettive azioni di dissociazione e riparazione.
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