Cassazione Penale, Sentenza n. 17509/2023 del 27/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Consoli impugnava la revoca ex tunc dell'affidamento in prova al servizio sociale disposta dal Tribunale di sorveglianza: deduceva violazione dell'art. 47 legge 26 luglio 1975 n. 354 sostenendo che le trasgressioni contestate (tra cui una breve trasferta lavorativa a Genova) non fossero incompatibili con la prosecuzione della misura rieducativa e che il Tribunale avesse errato nel considerarle causa automatica di revoca. Denunciava inoltre vizio di motivazione per avere omesso di spiegare perché la revoca dovesse decorrere ex tunc, dato che nei primi mesi aveva osservato le prescrizioni.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la revoca dell'affidamento è rimessa alla discrezionalità del Tribunale di sorveglianza e non è automatica: va verificato se le violazioni siano concretamente incompatibili con la prosecuzione della prova. Nel caso concreto il Tribunale aveva motivato adeguatamente la decisione richiamando gravi e reiterate violazioni segnalate dalla Guardia di Finanza (17 e 23 dicembre 2021), la diffida rimasta senza giustificazioni o con giustificazioni mendaci, ulteriori trasgressioni dell'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria (con successivo aggravamento della misura cautelare per evasione) e condotte come la guida nonostante la revoca della patente. Tali elementi, considerati nel loro complesso, erano ritenuti sintomo dell'allontanamento dal percorso rieducativo e giustificavano la revoca e la sua decorrenza ex tunc. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
legge 26 luglio 1975 n. 354, art. 47
L'art. 47 non impone automatismi: la revoca dell'affidamento si decide in base al giudizio discrezionale del Tribunale sulla incompatibilità concreta delle violazioni rispetto alla prosecuzione della prova; il giudice deve motivare logicamente e adeguatamente la scelta
codice di procedura penale, art. 616
Norma che autorizza la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso
Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 27711 del 06/06/2013 (De Martino)
Principio secondo cui il giudizio sulla revoca dell'affidamento è rimesso alla discrezionalità del Tribunale e richiede motivazione logica e adeguata
Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 36470 del 29/04/2021 (Valerì)
Precisa che per la decorrenza della revoca vanno considerate la gravità del comportamento che ha determinato la revoca e la condotta complessiva tenuta durante il periodo di prova
Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 9314 del 19/02/2014 (Attianese)
Conferma il criterio di valutazione complessiva della condotta del beneficiario ai fini dell'eventuale decorrenza ex tunc della revoca
Massime di principio
- La revoca dell'affidamento in prova è decisione discrezionale del Tribunale di sorveglianza: non basta una singola violazione, occorre valutare se le violazioni siano concretamente incompatibili con la prosecuzione della misura
- Il Tribunale deve sempre fornire motivazione logica e adeguata; il ricorso in Cassazione non può sostituirsi alla valutazione di merito del giudice ma solo censurare vizi di legittimità
- La reiterazione di violazioni, la mancanza di giustificazioni o giustificazioni mendaci e la commissione di reati durante il periodo di prova aumentano la probabilità di revoca
- La decorrenza ex tunc della revoca è giustificata quando, valutata la condotta complessiva, emerge che l'adesione alla misura è stata meramente formale e la misura si è rivelata inidonea al trattamento rieducativo
- In casi simili è strategico per il beneficiario documentare tempestivamente giustificazioni concrete e comportamenti collaborativi durante tutto il periodo di prova per contrastare la nozione di fallimento della prova
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