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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9877/2024 del 07/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato era stato condannato in appello per bancarotta fraudolenta documentale (capo b) per aver sottratto o tenuto in modo irregolare i libri e le scritture contabili della MP Consulting & Partners s.r.l., impedendo la ricostruzione del patrimonio e arrecando pregiudizio ai creditori. In cassazione il ricorrente contestava: 1) la mancata prova della sottrazione/consegna della documentazione contabile (sosteneva che i documenti erano stati rinvenuti in un magazzino Easy Box e consegnati al curatore in più tranche); 2) la mancanza della prova del dolo richiesto (differenza tra dolo specifico per la sottrazione e dolo generico per la tenuta irregolare); 3) vizio di motivazione perché la Corte d'appello non aveva risposto adeguatamente alle censure e non aveva valutato il ruolo marginale del Cetera, prospettando inoltre l'omessa valutazione della tenuità del fatto e del trattamento sanzionatorio ai sensi degli artt. 132-133 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame ad altra sezione della Corte d'appello di Milano. I motivi residui sono stati assorbiti. La Cassazione ha rilevato che la sentenza impugnata non chiarisce quale delle due modalità alternative di bancarotta documentale (sottrazione/distruzione vs tenuta irregolare) fosse concretamente attribuita all'imputato, con rilevanti conseguenze sul tipo di dolo da accertare; inoltre la motivazione di merito non ha compiuto l'analisi inferenziale richiesta per escludere che si trattasse di mera superficialità (bancarotta semplice). Pertanto la decisione è stata annullata e il processo rimandato per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per fissare i limiti delle censure in cassazione in relazione all'impugnazione presentata dall'imputato

  • art. 216, primo comma, n. 2, legge fallimentare

    Norma richiamata in tema di tenuta e conservazione delle scritture contabili e dei presupposti per ritenere la condotta penalmente rilevante; la Corte osserva che i presupposti invocati dalla difesa non risultano adeguatamente accertati in sentenza

  • art. 217, secondo comma, legge fallimentare

    Norma sulla bancarotta semplice; citata dalla Cassazione per distinguere la meno grave ipotesi di mera superficialità rispetto alla bancarotta documentale fraudolenta

  • art. 131-bis cod. pen.

    Richiamato dalla difesa come possibile causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte di merito non avrebbe motivato adeguatamente sul punto

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Norme richiamate in relazione alla determinazione della pena e al ruolo personale dell'imputato; la difesa contestava la motivazione insufficiente della Corte di merito sul trattamento sanzionatorio

  • Sez. 5, n. 15743 del 18/01/2023 (Gualandri) Rv. 284677

    Sez. 5, n. 15743 del 18/01/2023

    Giurisprudenza utilizzata dalla Cassazione per chiarire che, pur differenziandosi l'elemento soggettivo tra le due fattispecie di bancarotta documentale, non c'è una sostanziale diversificazione nell'onere probatorio e che occorre sempre escludere un atteggiamento di mera superficialità

  • Sez. 5, n. 33575 del 08/04/2022 (Scarponi) Rv. 283659-01

    Sez. 5, n. 33575 del 08/04/2022

    Giurisprudenza citata in merito alla valutazione del dolo nelle fattispecie di bancarotta documentale; la Corte di Cassazione ha comunque precisato i limiti applicativi rispetto al caso concreto

Massime di principio

  • Quando il capo di imputazione contiene modalità alternative di un reato (es. sottrazione/distruzione vs tenuta irregolare delle scritture), la motivazione di condanna deve chiarire quale alternativa è stata ritenuta provata perché incide sull'elemento soggettivo (dolo specifico vs dolo generico).
  • Per la bancarotta documentale non è sufficiente constatare lo stato carente delle scritture: il giudice deve inferire, con motivazione adeguata, che l'imputato avesse coscienza e volontà della impossibilità di ricostruire il patrimonio, escludendo che si sia trattato di mera superficialità (che ricondurrebbe a bancarotta semplice).
  • La semplice presenza di documenti in un luogo di deposito (es. magazzino Easy Box) e l'intervento del curatore richiedono un accertamento preciso sulla catena di consegna e sulla effettiva disponibilità/visione della documentazione prima di ritenere integrata una condotta omissiva o distrattiva dell'amministratore.
  • Se la motivazione del giudice di merito è equivoca o non risponde alle censure difensive in punto di qualificazione giuridica e dolo, la Corte di Cassazione è portata ad annullare e rinviare per nuovo esame.
  • Nella determinazione della pena il giudice deve esplicitare le ragioni del discostamento rispetto ai parametri edittali e valutare il ruolo personale, la recidiva e i benefici sospettati (es. sospensione condizionale); la mancata motivazione su questi aspetti può costituire vizio da censurare.

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