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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 6774/2022 del 01/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La controversia riguardava l'efficacia di conversioni di crediti in strumenti finanziari partecipativi (SFP) previste da un Accordo SFP connesso a un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l.fall., l'ammissibilità di taluni crediti (in particolare crediti di regresso derivanti da fideiussioni e garanzie prestate a favore di Lucchini) in prededuzione ex art. 182-quater l.fall., e la corretta quantificazione del credito chirografario residuo di BNL dopo le emissioni delle seconde e terze tranche di SFP. Veniva anche discussa l'ammissibilità dell'intervento in cassazione del cessionario dei crediti (SC LOWY) e la rilevanza, ai fini della prededuzione, di eventi sopravvenuti che avrebbero reso inattuabile il piano di ristrutturazione dopo la sua omologazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di BNL e ha rigettato il ricorso di Lucchini. Ha ritenuto ammissibile l'intervento per controricorso di SC LOWY PI (Italy) S.r.l. Ha confermato i principi secondo cui, una volta omologato l'accordo di ristrutturazione (ADR), la prededuzione ex art. 182-quater consegue ai finanziamenti "in qualsiasi forma" effettuati in esecuzione dell'ADR senza che il tribunale debba riesaminare ex novo l'attuabilità del piano alla luce di sopravvenienze. Ha inoltre ritenuto che le fideiussioni e altri finanziamenti per firma possano rientrare nella nozione di finanziamento tutelato dall'art. 182-quater. Ha inoltre escluso sindacato di legittimità sull'apprezzamento delle prove e sulle interpretazioni contrattuali riservate al giudice di merito. In dispositivo: ricorso BNL inammissibile; ricorso Lucchini rigettato; compensate le spese fra BNL e Lucchini; Lucchini condannata a rifondere le spese di CTU/parte intervenuta (SC LOWY) per Euro 10.000 oltre accessori; riconosciuto il raddoppio del contributo unificato ove pertinente.

Norme richiamate

  • art. 182-bis l.fall.

    Norma di riferimento per l'accordo di ristrutturazione: la Corte conferma che l'ADR omologato costituisce presupposto della prededucibilità dei finanziamenti "in qualsiasi forma" effettuati in esecuzione dell'accordo

  • art. 182-quater, comma 1, l.fall.

    La Corte interpreta la norma nel senso che i crediti derivanti da finanziamenti effettuati in esecuzione dell'ADR sono prededucibili una volta accertata la loro natura e l'omologazione: non è richiesto un riesame ex post dell'attuabilità del piano per negare la prededuzione per fatti sopravvenuti

  • art. 2346, comma 6, c.c.

    Richiamato in relazione agli SFP emessi da Lucchini: norma codicistica sugli strumenti finanziari partecipativi come forma negoziale utilizzata per la conversione dei crediti

  • art. 111, 3° comma, c.p.c.

    Riguarda l'intervento delle parti terze in sede di cassazione: la Corte ammette l'intervento del cessionario (SC) quando il dante causa si limita ad assumere difese solo su parte dei crediti ceduti, per evitare lesione del diritto di difesa del successore a titolo particolare

  • art. 115 c.p.c.

    Il vizio dedotto per presunta contraddizione e uso di prove non introdotte è stato rigettato: la Corte richiama i limiti della censura basata su art. 115 e la necessità di indicare che il giudice ha fondato la decisione su prove non prodotte dalle parti

  • art. 116 c.p.c.

    La Corte ribadisce che l'apprezzamento prudente delle prove da parte del giudice di merito non è sindacabile in cassazione se non nei casi tassativi previsti dalla giurisprudenza sulle gravi carenze motivazionali

  • art. 99, comma 7, l.fall.

    Richiamata in tema di decadenze nella produzione documentale nel giudizio fallimentare: la Corte conferma che le preclusioni sono rilevabili d'ufficio e che la tardiva produzione può essere eccepita anche se la parte avversaria aveva in parte fatto riferimento ai documenti

  • artt. 1353, 1360, 1362, 1363 c.c.

    Norme sul contratto e sulla condizione: la Corte richiama la retroattività della condizione (art. 1360) e sottolinea che l'interpretazione delle clausole contrattuali è attività del giudice di merito, non sindacabile in cassazione

  • art. 1463, 1467, 1256 c.c.

    Richiamate dalle parti per prospettare risoluzione o modifica per sopravvenuta impossibilità o eccessiva onerosità; la Corte ritiene inammissibile la domanda di risoluzione proposta dal debitore dopo l'apertura della procedura concorsuale

  • art. 101 cod. crisi e insolvenza (d.lgs. 12 gennaio 2019 n.4)

    Richiamato come norma di confronto: la Corte osserva che le ipotesi in cui l'odierno CCII esclude la prededuzione non sono applicabili al caso di sopravvenuta inattuabilità post-omologazione

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte constata la sussistenza dei presupposti per l'aumento (raddoppio) del contributo unificato

Massime di principio

  • La prededuzione ex art. 182-quater l.fall. si applica ai finanziamenti 'in qualsiasi forma effettuati' in esecuzione di un ADR omologato: una volta accertata la natura del credito e l'omologazione, il giudice non deve riesaminare l'attuabilità del piano per fatti sopravvenuti al fine di negare la prededuzione
  • I finanziamenti per firma (fideiussioni, garanzie prestate in favore dell'impresa per terzi) possono rientrare nella nozione di finanziamento tutelato dall'art. 182-quater, purché sussista il rapporto esecutivo con l'ADR e le condizioni di fatto richieste
  • L'interpretazione dei contratti e la valutazione delle prove spettano al giudice di merito: i giudizi di merito su interpretazione contrattuale e apprezzamento istruttorio sono normalmente sottratti al sindacato in cassazione salvo gravi vizi motivazionali
  • Il successore a titolo particolare (cessionario) può intervenire in cassazione quando l'atteggiamento difensivo del dante causa esclude espressamente la difesa dei crediti ceduti, perché altrimenti si determinerebbe una lesione del diritto di difesa del cessionario
  • Le decadenze e preclusioni processuali previste nelle procedure concorsuali (es. art. 99 l.fall.) sono rilevabili d'ufficio e la tardiva produzione documentale può essere eccepita anche se la controparte l'ha in qualche modo richiamata
  • Dopo l'apertura di una procedura concorsuale (fallimento o amministrazione straordinaria) il debitore ha limitata capacità di invocare la risoluzione contrattuale con effetti restitutori verso i creditori, perché ciò potrebbe alterare il principio di paritario soddisfacimento e la cristallizzazione delle posizioni dei creditori

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