Cassazione Penale, Sentenza n. 23219/2022 del 14/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Telarini impugnava la sentenza della Corte d'appello che aveva riformato la sentenza del Tribunale rideterminando la pena per riciclaggio e dichiarando estinto per prescrizione il reato di truffa. Nel ricorso deduceva: 1) nullità dell'udienza preliminare per mancata traduzione nonostante fosse ristretto agli arresti domiciliari e per omissione di rinvio in presenza di legittimo impedimento; 2) inutilizzabilità degli esiti di accertamenti tecnici irripetibili perché eseguiti in una fase in cui il procedimento era iscritto a carico di ignoti e senza che fosse dato l'avviso all'indagato/alla sua difesa.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui la restrizione agli arresti domiciliari integra un impedimento legittimo che impone il rinvio dell'udienza e la traduzione dell'imputato. Poiché il giudice di primo grado era a conoscenza dello stato di detenzione (indicato nel decreto di rinvio), avrebbe dovuto disporre la traduzione o rinviare; la mancata traduzione ha determinato la celebrazione del giudizio in assenza illegittima. Conseguentemente la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza d'appello e quella di primo grado e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per la celebrazione di un nuovo giudizio di primo grado. Il secondo motivo non è stato determinante nella decisione esaminata (la sentenza si focalizza sull'illegittimità dell'udienza preliminare per mancata traduzione).
Norme richiamate
art. 606, lett. c) cod. proc. pen.
Fondamento del gravame per motivi di diritto (vizio di motivazione/violazione di norme procedurali) utilizzato nel ricorso per cassazione
art. 178, lett. c) cod. proc. pen.
Richiamato nel contestare vizi relativi alla traduzione e alla presenza dell'imputato alle udienze (riguarda impedimenti e comparizione)
art. 179 cod. proc. pen.
Norme relative alla comparizione e all'assistenza dell'imputato; richiamata nel contesto delle censure sulla mancata presenza
art. 419 cod. proc. pen.
Riguarda l'udienza preliminare; citato in relazione alla presunta nullità della stessa per mancata traduzione
art. 420-ter cod. proc. pen.
Norma concernente la celebrazione del giudizio in presenza di specifiche garanzie procedurali; la sua violazione può comportare rilevanza ai fini dell'annullamento
art. 420-quater cod. proc. pen.
Collegata alle garanzie procedurali del primo grado; richiamata in relazione all'art. 604, comma 5-bis per la tutela in cassazione
art. 604, comma 5-bis cod. proc. pen.
Prevede l'azione della cassazione quando non sono state rispettate le disposizioni di cui agli artt. 420-ter e 420-quater nel primo giudizio; qui giustifica l'intervento della Cassazione
art. 360 cod. proc. pen.
Riferito dall'imputato in relazione all'avviso per l'espletamento degli accertamenti tecnici irripetibili; disciplina le modalità di informazione e garanzia dei diritti di difesa
art. 23, co. 8 D.L. n.137/2020
Norma procedurale richiamata in ordine alla trattazione con contraddittorio scritto nel procedimento (richiesta formale nella fase di trattazione)
Sezioni Unite, Sentenza n. 7635 del 30/09/2021 (Costantino, Rv. 282806)
La restrizione dell'imputato agli arresti domiciliari per altra causa, documentata o, comunque, comunicata al giudice procedente, in qualunque tempo, integra un impedimento legittimo a comparire che impone il rinvio del procedimento ad una nuova udienza e la traduzione dell'imputato stesso
Giurisprudenza di legittimità utilizzata come principio decisivo: arresti domiciliari costituiscono impedimento legittimo che impone rinvio e traduzione dell'imputato senza oneri aggiuntivi a suo carico
Massima/Cassazione richiamata (Rv. 249296)
Giurisprudenza sulla necessità di dare l'avviso degli accertamenti tecnici anche a chi, pur non formalmente iscritto nel registro degli indagati, risulti raggiunto da indizi concreti; evocata dal ricorrente a sostegno dell'inutilizzabilità degli accertamenti
Massime di principio
- Se il giudice è a conoscenza che l'imputato è ristretto agli arresti domiciliari, tale condizione costituisce un impedimento legittimo che impone il rinvio dell'udienza e la traduzione dell'imputato: la mancata traduzione rilevata come vizio grave può determinare l'annullamento delle decisioni successive e la celebrazione di un nuovo giudizio di primo grado.
- Non è corretta l'interpretazione secondo cui sarebbe onere esclusivo dell'imputato ottenere un'autorizzazione dal giudice della misura per partecipare all'udienza: il giudice procedente deve autonomamente disporre le misure necessarie per assicurare la presenza dell'imputato quando è a conoscenza della restrizione.
- La celebrazione del giudizio in assenza dell'imputato quando sussiste un impedimento legittimo già noto al giudice vizi a monte il contraddittorio; tale vizio può giustificare l'annullamento "senza rinvio" delle sentenze se ne deriva l'illegittimità sostanziale del processo.
- Quanto agli accertamenti tecnici irripetibili, se gli stessi sono effettuati senza che sia stato dato l'avviso a una persona che risulta comunque raggiunta da indizi gravi, può essere prospettata l'inutilizzabilità dei relativi esiti; tuttavia, l'accertamento di tale inutilizzabilità richiede verifiche puntuali sul momento in cui l'indagine ha raggiunto conoscenza dell'identità dell'indagato e sulla sussistenza di indizi concreti.
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