Cassazione Penale, Sentenza n. 42608/2024 del 21/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della statuizione sulla confisca: il Procuratore generale censurava che la misura ablativa, limitata alle somme nella disponibilità della E.H.M. S.r.l. alla data del 30/12/2016 (euro 53.246,00), non aveva tenuto conto che il profitto del reato era costituito da un risparmio di imposta; pertanto anche somme sopravvenute nel patrimonio societario dopo il 30/12/2016 dovevano ritenersi confiscabili come profitto del reato di omessa dichiarazione IVA per l'anno 2015
La decisione
Il ricorso è dichiarato inammissibile per sopravvenuta morte dell'imputato El Hennach Mohamed (deceduto in Marocco il 17/4/2024), che impedisce l'instaurazione del necessario contraddittorio. La Corte rileva che la morte dell'imputato sopravvenuta alla sentenza di condanna non consente di decidere sull'impugnazione limitatamente agli effetti della confisca e che l'art. 578-bis c.p.p. non prevede una causa di estinzione del reato tale da consentire la prosecuzione dell'impugnazione. Si dichiara pertanto inammissibile il ricorso del Procuratore generale
Norme richiamate
Norma richiamata come titolo del reato: omissione di presentazione della dichiarazione IVA finalizzata all'evasione fiscale (costituente il fatto-reato che ha prodotto il profitto contestato)
codice di procedura penale, art. 578-bis
Richiamato per osservare che non contempla la specifica causa di estinzione del reato che permetta di decidere sull'impugnazione della confisca dopo la morte dell'imputato; la sua interpretazione nel caso di specie ha portato a escludere la possibilità di decidere sull'appello limitatamente alla confisca in assenza del contraddittorio
Massime di principio
- La morte dell'imputato intervenuta dopo la sentenza di condanna può rendere inammissibile un ricorso per cassazione quando la prosecuzione dell'impugnazione richieda la presenza del contraddittorio: senza la possibilità di contraddire non è possibile decidere su questioni che incidono sui diritti dell'imputato quale la confisca
- Se l'impugnazione è proposta dal pubblico ministero e riguarda misure ablative dirette a beni nella disponibilità di terzi (es. società), occorre valutare separatamente se permangono soggetti controinteressati legittimati a partecipare al giudizio; tuttavia la morte dell'imputato può comunque ostacolare l'azione se il contraddittorio richiesto non può svolgersi
- Il profitto del reato costituito da un risparmio di imposta può, in linea di principio, giustificare la confisca di somme sopravvenute nel patrimonio del soggetto che abbia beneficiato del risparmio, ma la concreta efficacia di tale argomentazione dipende dall'assetto processuale e temporale (data a cui si riferisce la disponibilità) e dalla possibilità di esercitare il contraddittorio
- In situazioni analoghe è opportuno valutare tempestivamente misure cautelari patrimoniali o azioni a tutela del recupero del profitto (anche nei confronti di terzi) prima di eventi che possano interrompere il contraddittorio (es. decesso), e verificare le regole sull'estinzione del reato e sulle conseguenze processuali della morte delle parti
- La parte che intenda ottenere la confisca di somme sopravvenute deve costruire la prova del nesso tra risparmio di imposta (profitto) e l'effettivo arricchimento attuale, assicurandosi che il procedimento consenta il confronto tra le parti sulle misure ablative
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