Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24716/2024 del 21/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi principali: (1) vizio di motivazione in relazione alla sussistenza del reato di associazione a delinquere, lamentando che la Corte di appello non avrebbe adeguatamente valutato la mancata esistenza delle connotazioni tipiche dell'associazione e la sua presunta estromissione dalla Giunta comunale (novembre 2012), le dicharazioni del coimputato Quarta che avrebbero smentito una struttura stabile, l'errata valorizzazione di captazioni e il fatto che Pezzuto rispondesse di un unico reato fine; (2) vizio di motivazione in relazione al reato di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, sostenendo l'assenza di atti amministrativi contrari ai doveri (solo atti prodromici e non vincolanti), l'assenza della fase esecutiva, l'ignoto corruttore e l'oggetto del patto illecito, per cui il fatto sarebbe dovuto essere ricondotto, se del caso, a fattispecie diverse o a una corruzione meno grave (art. 318 c.p.).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile come mera rivisitazione del merito e comunque infondato: le corti di merito hanno motivato in modo logico e coerente, valorizzando numerose intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno dimostrato l'esistenza di una stabile struttura associativa all'interno del Comune di Cellino San Marco, con ruoli determinati, pianificazione delle "grandi manovre" per l'assegnazione degli appalti e ripartizione delle tangenti. Anche la circostanza che Pezzuto abbia cessato di essere assessore non esclude la sua partecipazione come consigliere e la stabilità del vincolo associativo; la sua estromissione per sospetto di infedeltà confermerebbe semmai l'effettiva esistenza dell'associazione. Il secondo motivo è stato dichiarato infondato: le corti hanno adeguatamente dimostrato che vi era un uso distorto della discrezionalità pubblica, con preventiva scelta di imprenditori "compiacenti" disposti a corrispondere una tangente (documentata, complessivamente €10.000) e la predisposizione di atti e studi di fattibilità tali da orientare in via pregiudiziale le determinazioni amministrative. La Cassazione ha richiamato la distinzione tra art. 319 (corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio) e art. 318 (corruzione per l'esercizio della funzione), confermando che qui ricorrono gli elementi dell'atto contrario ai doveri per la distorsione sistematica della discrezionalità. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 319 come applicabile quando vi sia uno stabile assoggettamento del pubblico ufficiale ad interessi privati che si traduca in atti, anche formalmente legittimi o prodromici, che conformano la discrezionalità pubblica all'obiettivo del privato ("atto contrario ai doveri d'ufficio"). In questo caso l'individuazione preventiva dell'imprenditore compiacente e il pagamento della tangente configurano il reato.

  • art. 318 cod. pen.

    L'art. 318 rimane riferito ai casi di corruzione per l'esercizio della funzione, ossia quando la dazione riguarda il compimento di atti strettamente vincolati o l'esercizio della discrezionalità senza alterazione dei canoni istituzionali. La Corte lo distingue nettamente dai casi come quello in esame, riservandolo a fattispecie prive della distorsione sistematica della discrezionalità.

Massime di principio

  • La sussistenza di un'associazione a delinquere può essere provata in modo pregnante anche attraverso intercettazioni che mostrino pianificazione, ripartizione dei proventi, ruoli istituzionali e regole operative: non è necessaria una forma organizzativa sofisticata, basta una struttura stabile e una programmazione criminale ripetuta.
  • La perdita formale di una carica pubblica (es. da assessore a consigliere) non esclude la responsabilità per attività associative o corruttive svolte nello stesso ambito: la partecipazione di fatto e la continuità delle condotte rilevano ai fini penali.
  • Per configurare la corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio non è indispensabile che siano stati adottati atti amministrativi finali o che l'esecuzione dei lavori sia avvenuta: è sufficiente la prova dello 'asservimento' della funzione pubblica mediante la pre-costituzione della scelta del contraente e il pagamento della tangente che rende inefficace e fittizio il procedimento amministrativo.
  • La distinzione pratica tra art. 318 e art. 319 cod. pen. si basa sulla presenza o meno di una distorsione sistematica della discrezionalità pubblica: se la discrezionalità è stata usata per soddisfare preventivamente interessi privati in modo stabile, si applica l'art. 319; se la dazione riguarda atti strettamente vincolati o non altera i canoni decisionali, si valuta l'art. 318.
  • I ricorsi che si limitano a richiedere una rivalutazione del materiale probatorio già valutato da merito (ricostruzione dei fatti e credibilità delle intercettazioni) sono spesso dichiarati inammissibili o rigettati dalla Corte di Cassazione se le motivazioni delle corti di merito risultano logiche e coerenti.
  • La prova di una tangente concreta (anche se precedente alla fase esecutiva) e le dichiarazioni confessorie di terzi rafforzano significativamente la qualificazione della fattispecie come corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.