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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26209/2024 del 04/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gentile impugna la sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro del 04/07/2022 che aveva confermato la condanna per il reato di cui agli artt. 4 e 7 della L. 2 ottobre 1967 n. 895 (porto illegale di armi). La difesa censura l'erronea qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che la condotta fosse riconducibile alla fattispecie del trasporto di armi (art. 34 TULPS in relazione all'art. 18 L. 18 aprile 1975 n. 110), e denuncia violazione di legge ai sensi dell'art. 606 lett. b) c.p.p. per carenza di motivazione sulla prova della "pronta disponibilità" delle armi

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato: ha evidenziato che il discrimine tra porto illegale e trasporto è la "pronta disponibilità" dell'arma da parte dell'agente e che il giudice di merito non ha adeguatamente motivato sulla sussistenza di tale requisito nel caso concreto. Per carenza motivazionale la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento è stato rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro

Norme richiamate

  • artt. 4 e 7 L. 2 ottobre 1967 n. 895

    Riferiti alla fattispecie del porto illegale di armi; interpretati dalla Corte come applicabili solo quando l'arma è di pronta disponibilità per un uso quasi immediato

  • art. 34 TULPS in relazione all'art. 18 L. 18 aprile 1975 n. 110

    Norme richiamate dalla difesa per qualificare la condotta come trasporto di armi (oggetto inerte di trasferimento), ossia fattispecie diversa dal porto quando l'arma non è idonea a pronta utilizzazione

  • art. 606 lett. b) c.p.p.

    Fondamento formale del motivo di ricorso (violazione di legge) invocato dal ricorrente per la errata qualificazione giuridica e la carenza di motivazione

  • Giurisprudenza: Sez. 1 n. 23160 del 01/03/2018 (Cesana)

    Principio che il trasporto dell'arma nel bagagliaio senza accorgimenti idonei ad impedirne la pronta apprensione può configurare porto illegale, perché l'arma resta prontamente disponibile

  • Giurisprudenza: Sez. 6 n. 4970 del 01/12/2015, dep. 2016

    Conferma che per il porto in luogo pubblico non è necessario che l'arma sia indossata, ma è necessario che sia facilmente e rapidamente acquisibile dall'agente per un uso immediato

Massime di principio

  • La distinzione tra porto illegale e trasporto dipende dalla "pronta disponibilità" dell'arma: se è facilmente e rapidamente utilizzabile si configura porto, altrimenti trasporto
  • La prova della pronta disponibilità è a carico dell'accusa e non può essere desunta per mera presunzione; il giudice deve motivare su circostanze fattuali concrete (es. collocazione dell'arma, accorgimenti di custodia, accessibilità durante il viaggio)
  • Il semplice trasporto dichiarato dall'imputato e l'adempimento di obblighi informativi verso l'autorità (se presenti) possono sostenere la qualificazione come trasporto e richiedono un esame probatorio accurato
  • Trasportare armi nel bagagliaio senza misure che ne impediscano l'immediata presa può far propendere per il porto illegale, ma ciò va accertato e motivato caso per caso
  • La carenza motivazionale sui punti chiave (in particolare sulla disponibilità materiale dell'arma) espone la decisione al rischio di annullamento da parte della Corte di Cassazione e al rinvio per nuovo giudizio

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