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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15673/2023 del 13/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 12/07/2022. Il ricorrente contestava in sostanza la valutazione di merito circa: la serietà della minaccia armata e la volontà effettiva di perseguire un obiettivo illecito (ottenimento di denaro), la configurazione della fattispecie come tentata, la sussistenza della desistenza volontaria o del recesso attivo, la riconoscibilità della continuazione tra fattispecie omogenee e la misura della diminuzione per attenuante. In appello era stata anche proposta, senza argomentazione, la conversione della pena detentiva.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza dei motivi. La Corte di Cassazione ha ritenuto che i motivi riproducessero censure già decise in sede di merito e consistessero in una richiesta di rivalutazione di fatti e prove, materia non sindacabile in questa sede se la motivazione di merito è logica e congruente. La Corte ha confermato che: i giudici di merito hanno correttamente ritenuto la volontà dell'agente di conseguire un profitto patrimoniale mediante la minaccia armata; la desistenza volontaria è inefficace quando il tentativo è compiuto; non è provato un recesso attivo idoneo a interrompere il nesso causale; la censura sulla continuazione non comportava interesse concreto all'impugnazione; la riduzione per attenuante è stata calibrata entro i limiti della discrezionalità. La richiesta di conversione della pena, in appello, era meramente assertiva e priva di argomentazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 586 c.p.p. (comma 4)

    Per proporre impugnazione è necessario un interesse concreto: il ricorso deve prospettare un vantaggio reale derivante dall'accoglimento del motivo, altrimenti è inammissibile.

  • Sez. U., n. 24 del 24/11/1999 (giurisprudenza della Corte di Cassazione)

    Principio secondo cui il sindacato di legittimità non può tradursi in una nuova valutazione dei fatti; l'illogicità della motivazione denunciata deve essere macroscopica e percepibile ictu oculi.

  • Sez. 6, n. 11194 del 08/03/2012; Sez. 5, n. 51604 del 19/09/2017 (precedenti giurisprudenziali)

    Conferma del limite della Corte di Cassazione a riesaminare prove e valutazioni di merito quando queste siano sostenute da motivazione logica e congruente.

  • Sez. 2, n. 16054 del 20/03/2018 (Rv. 272677)

    In tema di reati di danno a forma libera (es. rapina), la desistenza volontaria non è configurabile se il tentativo è già compiuto; la desistenza vale solo se il tentativo è incompiuto e l'agente compie un atto positivo per evitare l'evento.

  • Sez. 5, n. 17241 del 20/01/2020 (Rv. 279170)

    Per il riconoscimento del recesso o del recesso attivo è necessaria una condotta attiva idonea a interrompere il meccanismo causale che avrebbe portato all'evento.

  • Sez. 2, n. 32234 del 16/10/2020 (Rv. 280173)

    La valutazione della tenuità del danno patrimoniale, specie in fattispecie plurioffensive con offesa preponderante alla persona, richiede una valutazione complessiva che non può ignorare la componente personale.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina liberamente i fatti: se la motivazione della corte territoriale è logica e congruente, la cassazione è inammissibile quando mira solo a offrire una diversa lettura dei medesimi elementi probatori.
  • La desistenza volontaria non è efficace se il tentativo è da considerarsi compiuto; in tal caso la riduzione è valutabile solo se emerge un atto positivo idoneo a scongiurare l'evento (recesso attivo).
  • Per ottenere l'annullamento per vizio di motivazione occorre dimostrare un'illogicità macroscopica e percepibile 'ictu oculi'; minime incongruenze non sono sufficienti.
  • Per proporre impugnazione è necessario un interesse concreto: il motivo deve indicare un vantaggio reale derivante dall'accoglimento, altrimenti è inammissibile per difetto di interesse.
  • Richieste soggettive di modifica della pena (es. conversione della pena detentiva) devono essere supportate da argomentazione specifica; mere affermazioni assertive non consentono alla corte di merito di pronunciarsi.
  • La calibrazione delle circostanze attenuanti rientra nella sfera di discrezionalità del giudice di merito e può essere sindacata in cassazione solo se riscontrabile un vizio di ragionevolezza o macroscopica illogicità.

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