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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4873/2022 del 10/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Unico motivo di censura: vizio di motivazione per insufficiente chiarimento delle ipotesi alternative fattuali. Il ricorrente contestava che la Corte territoriale non avesse adeguatamente spiegato perché le ipotesi alternative (le lesioni cagionate dalla caduta del De Grandis sul corpo della vittima o dalla condotta autonoma della vittima) dovessero essere escluse, violando il principio che la responsabilità penale debba essere accertata oltre ogni ragionevole dubbio (art. 533 c.p.p.). Inoltre il ricorrente ha dedotto, in sede di contraddittorio scritto, l'intervenuta prescrizione a seguito della rettifica della data del fatto al 5.1.2006.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere in più punti generico e, comunque, manifestamente infondato. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse adeguatamente condiviso e valorizzato le risultanze del primo grado (in particolare le deposizioni del teste Rizzati e la consulenza medico-legale circa la dinamica della lesione), fornendo un percorso argomentativo coerente e non illogico idoneo a sostenere la condanna. La Cassazione ha inoltre precisato che l'inammissibilità del ricorso preclude la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione sopravvenuta; nella fattispecie la prescrizione si sarebbe perfezionata successivamente alla sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 533 c.p.p.

    Richiamato nel senso che la responsabilità penale deve essere accertata oltre ogni ragionevole dubbio e che la motivazione deve consentire di escludere in modo plausibile gli altri decorso fattuali alternativi; il ricorso lamentava violazione di tale principio ma la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente.

  • art. 23 D.L. n. 137/2020, comma 8 (conv. L. 176/2020)

    Consente al Procuratore Generale di trasmettere richieste/conclusioni scritte; nel caso il P.G. ha depositato conclusioni per l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alle cause di non punibilità (tra cui la prescrizione); la Corte ha osservato che l'inammissibilità del ricorso impedisce la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione intervenuta successivamente.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 28848/2013 Rv. 256463)

    Principio secondo cui l'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza impedisce la formazione di un valido rapporto di impugnazione e quindi la possibilità di dichiarare cause di non punibilità sopravvenute, compresa la prescrizione.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 7389/2014 Rv. 258803)

    Ribadito il principio che il dolo eventuale integra l'elemento psicologico del delitto di lesioni personali quando l'agente accetti il rischio di causare danno; la Corte territoriale ha applicato correttamente tale principio alla condotta del ricorrente.

Massime di principio

  • Un motivo di cassazione generico o che non indica con precisione i profili di doglianza rispetto alla motivazione della Corte territoriale è spesso dichiarato inammissibile.
  • La Corte di Cassazione non riscrive i fatti: se il giudice di merito fornisce un percorso argomentativo coerente e logico che raccorda le prove e le risultanze probatorie, la motivazione viene ritenuta sufficiente e la condanna può essere confermata.
  • L'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza o genericità preclude la dichiarazione delle cause di estinzione del reato (p.es. prescrizione) sopravvenute dopo la sentenza impugnata.
  • Il dolo eventuale può essere ritenuto quando l'autore accetta il rischio che la propria azione possa causare lesioni, anche in assenza di volontà di arrecare la specifica gravità delle lesioni; la valutazione tiene conto delle condizioni della vittima e della prevedibilità dell'evento dannoso.
  • Per impugnare efficacemente una motivazione ritenuta insufficiente occorre contestare in modo preciso i passaggi logici e le risultanze probatorie poste a fondamento della decisione, indicando perché le alternative prospettate siano realmente plausibili e non adeguatamente valutate dal giudice.

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