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Sentenza

Sentenza n. 4568/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa adozione di misure cautelari, del provvedimento di diniego del visto d'ingresso per affari n. 2024-8187, emanato dall'Ambasciata d'Italia a Teheran il 09.12.2024 e notificato il 18.12.2024.

Giustizia amministrativa202506009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi d'affari

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente visto)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per affari adottato dall'Ambasciata d'Italia a Teheran. Ha inoltre chiesto misure cautelari. Il TAR, con precedente ordinanza cautelare, aveva accolto l'istanza ai fini del riesame. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha documentato che, all'esito del riesame, la sede diplomatica ha rilasciato il visto richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che il sopravvenuto rilascio del visto avesse determinato il pieno soddisfacimento della pretesa azionata. La definizione è stata adottata ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., previa audizione delle parti e con sentenza resa ex art. 60 c.p.a. Le spese sono state poste a carico dell'Amministrazione, in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, desunta da quanto già motivato nell'ordinanza cautelare, e liquidate in euro 1.500, oltre accessori e rimborso del contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata in camera di consiglio, previa audizione delle parti; il TAR ne ha utilizzato la procedura per definire integralmente la controversia.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    È stato applicato per dichiarare la cessazione della materia del contendere quando il sopravvenuto rilascio del visto ha soddisfatto integralmente la pretesa del ricorrente.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento amministrativo che soddisfa integralmente la pretesa dedotta in giudizio determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando il comportamento sopravvenuto dell'amministrazione soddisfa la pretesa del ricorrente, il giudice può definire il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a., previa audizione delle parti.
  • In caso di cessazione della materia del contendere, le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale, avuto riguardo alla valutazione già compiuta dal giudice in sede cautelare.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti specialiTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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