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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32968/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Brindisi per violazione di legge nella determinazione della pena pecuniaria. In particolare ha censurato che il Tribunale non aveva tenuto conto dell'incremento del minimo edittale disposto dall'art. 32, comma 47, del d.l. n. 269/2003, convertito con modificazioni dalla l. n. 326/2003, che ha aumentato del 100% il minimo edittale per la contravvenzione contestata (art. 44, lett. b), d.P.R. n. 380/2001). Il ricorso chiedeva l'annullamento con rinvio della parte della sentenza relativa al trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha dichiarato sussistente la violazione di legge nella determinazione dell'ammenda e ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla pena pecuniaria. Avvalendosi dei poteri di cui all'art. 620, lett. i), c.p.p., la Corte ha rideterminato la pena dell'ammenda in Euro 10.600 e, previa riduzione prevista per il rito abbreviato, l'ha fissata in Euro 5.300, disponendo pertanto la modifica definitiva del trattamento pecuniario.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, lett. b)

    Individua la fattispecie contravvenzionale per la quale è intervenuta la condanna; la Corte usa tale riferimento per individuare il minimo edittale applicabile alla multa.

  • d.l. n. 269 del 2003, art. 32, comma 47, convertito con modificazioni dalla l. n. 326 del 2003

    incremento del 100% del minimo edittale per la contravvenzione

    La norma ha aumentato il minimo edittale della multa per la fattispecie contestata; la Corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia applicato tale incremento e che ciò integri violazione di legge nella determinazione della pena pecuniaria.

  • codice di procedura penale, art. 620, lett. i)

    Consente alla Corte di Cassazione, in caso di annullamento per motivi limitati al trattamento sanzionatorio e quando la ricostruzione dei fatti è sufficientemente chiara, di rideterminare direttamente la pena senza rinviare il giudizio al merito; la Corte ha utilizzato questo potere per quantificare e ridurre l'ammenda.

Massime di principio

  • Se la determinazione della pena pecuniaria omette l'applicazione di un aumento o di una modifica edittale stabilita da norma sopravvenuta o applicabile, ciò costituisce violazione di legge impugnabile in Cassazione.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio la parte della sentenza relativa alla pena pecuniaria e rideterminarla direttamente quando i fatti rilevanti sono già acclarati e la corretta applicazione della norma è immediatamente eseguibile (art. 620 c.p.p.).
  • In presenza di rito abbreviato va sempre verificata la corretta applicazione della riduzione prevista per tale rito sulla pena pecuniaria determinata in base all'edicto; la riduzione deve essere calcolata dopo aver definito l'ammontare edittale corretto.
  • Nel valutare impugnazioni sul trattamento sanzionatorio è necessario controllare le modifiche normative intervenute (anche se risultanti da decreti convertiti) che incidono sui minimi e massimi edittali applicabili al reato.
  • Quando più capi formulano differenti esiti (condanna per alcuni, estinzione per prescrizione per altri), la determinazione della pena pecuniaria va riferita soltanto ai capi effettivamente oggetto di condanna.

Testo integrale

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