Cassazione Penale, Sentenza n. 30149/2023 del 11/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso in cassazione contro la condanna per il reato di peculato ex art. 314 cod. pen. riferita all'appropriazione di complessivi euro 17.104,62 in qualità di rivenditore autorizzato di valori bollati. Due motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione circa il dolo, deducendo buona fede per errori nei pagamenti telematici, rilevanza di adempimenti intermedi, restituzione tramite pagamento diretto o garanzia fideiussoria, e che i modelli F24 timbrati non costituivano prova di mancato versamento; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per mancata concessione dellattenuante speciale di cui all'art. 323-bis cod. pen., sostenendo entita ridotta del fenomeno, pagamenti effettuati per 14 operazioni su 100 e restituzioni effettuate personalmente o tramite fideiussione, nonche periodo temporale piu circoscritto rispetto a quanto ritenuto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che il reato di peculato si consuma al momento dellappropriazione della res o del danaro e che la restituzione successiva e irrilevante ai fini della configurabilita del reato; inoltre il dolo generico e sufficiente e i motivi che hanno indotto il comportamento sono irrilevanti. Ha confermato la valutazione di merito che ha escluso la buona fede, richiamando prove quali F24 con timbri diversi da quelli operativi e dichiarazioni confessorie dellimputato. Sul secondo motivo ha ritenuto infondata la richiesta dellattenuante ex art. 323-bis, rilevando la gravita complessiva della condotta, la reiterazione, la non esiguita della somma trattenuta (EUR 17.104,62) e le modalita ingannevoli. Il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 314 cod. pen.
Il reato di peculato si consuma con lappropriazione della res o del danaro; e sufficiente il dolo generico consistente nella coscienza e volonta di appropriarsi di denaro o cose altrui nella disponibilita per ragioni di ufficio; la restituzione successiva non esclude la responsabilita.
art. 323-bis cod. pen.
Lattenuante speciale per fatti di particolare tenuita non si valuta solo sulla base dellentita del danno o del lucro ma sulla gravita complessiva della condotta, includendo caratteristiche dellazione, lattenzione soggettiva e le conseguenze; pertanto reiterazione, modalita ingannevoli e somma non esigua possono escluderla.
art. 62, comma 1, n. 4 cod. pen.
Citato a confronto: attenuante comune della tenuita del fatto valuta essenzialmente lentita del danno o lucro mentre lart. 323-bis richiede una valutazione piu ampia della condotta nel suo complesso.
Massime di principio
- Nel peculato il momento cruciale e lappropriazione: la restituzione successiva, anche se completa, non elimina la responsabilita penale se il fatto si e gia perfezionato.
- Per la sussistenza del dolo nel peculato e sufficiente il dolo generico; i motivi o le difficolta economiche invocate dallimputato non sono idonei di per se a escludere il dolo se emerge la volonta di appropriarsi.
- Lattenuante speciale di cui allart. 323-bis richiede una valutazione globale della condotta; non basta la limitata entita numerica o economica se persistono reiterazione, modalita fraudolente o somma non trascurabile.
- Le prove documentali che appaiono manipolate o incongruenti (es. F24 con timbri non corrispondenti o attestazioni mendaci) pesano fortemente contro la buona fede dichiarata in difesa.
- In sede di cassazione le questioni di fatto sono difficili da rimettere in discussione: bisogna mirare a rilevare errori di diritto o vizi motivazionali chiaramente individuabili, non solo dissensi sulla valutazione probatoria.
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