Sentenza n. 204/2026 - Firenze, Sezione 3
per l’ottemperanza: alla sentenza n. 141/2023 resa il 14/09/2023 dal Tribunale di Pistoia, sez. lavoro, nel giudizio iscritto al n. 488/2023 R.G.;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pistoia che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente e ordinato l’accredito di 2.000 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Pistoia, Sezione lavoro, che aveva accertato il suo diritto al beneficio economico annuale di 500 euro tramite la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 e 2022-2023, condannando il Ministero all’accredito complessivo di 2.000 euro e al pagamento di una quota delle spese di lite. Il ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato e ha domandato anche il pagamento degli interessi e, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il ricorso è stato proposto dopo la notificazione della sentenza al Ministero, il decorso infruttuoso del termine di 120 giorni previsto per l’esecuzione delle obbligazioni pecuniarie delle amministrazioni pubbliche e il passaggio in giudicato della pronuncia.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile, poiché la sentenza del Tribunale di Pistoia era stata notificata al Ministero il 19 settembre 2023, era inutilmente decorso il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, e il titolo era passato in giudicato. Nel merito, ha accolto la domanda di ottemperanza limitatamente alla sorte capitale oggetto della sentenza, ordinando al Ministero di conformarsi integralmente al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. Ha escluso gli interessi legali perché non compresi nel dispositivo della sentenza da eseguire. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale del bilancio del Ministero, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, mediante il quale il giudice amministrativo ordina all’amministrazione di dare esecuzione al giudicato e può adottare le misure necessarie, inclusa la nomina di un commissario ad acta.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito con modificazioni nella l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il decorso infruttuoso del termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di promuovere l’esecuzione nei confronti dell’amministrazione obbligata al pagamento.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Costituisce la base normativa del beneficio economico annuale della Carta elettronica del docente, riconosciuto dal giudicato del Tribunale di Pistoia.
DPCM 23 settembre 2015
È richiamato quale disciplina attuativa della Carta elettronica del docente.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è ammissibile quando il titolo giudiziale sia passato in giudicato, sia stato notificato all’amministrazione obbligata e sia inutilmente decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può ordinare all’amministrazione di conformarsi integralmente al contenuto dispositivo del giudicato, assegnando un termine e nominando preventivamente un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia.
- L’ottemperanza deve restare circoscritta al contenuto del titolo esecutivo: non possono essere riconosciuti interessi legali se questi non risultano compresi nel dispositivo della sentenza da eseguire.
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