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Sentenza

Sentenza del 18/12/2023 n. 35354 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia contestava a Euroflex la deduzione indebita di costi relativi ad acquisti da Sytco A.G., società domiciliata in paese a fiscalità privilegiata (black list) per gli anni 2002 e 2003, e la deduzione di perdite su crediti. In particolare denunciava la mancata prova della giustificazione degli acquisti per il 2003, la mancata determinabilità della competenza delle spese di acquisizione (art.75 D.P.R. 600/1973) e profili processuali relativi a omissione di pronuncia sui motivi incidentali e insufficiente motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto inammissibili i motivi nuovi o non tempestivamente dedotti dall'Amministrazione e ha dichiarato che la CTR aveva dato sufficiente motivazione, avendo esaminato la certificazione fiscale relativa al 2003 che attesta che la fornitrice Sytco era assoggettata a imposizione nel proprio Stato. Pertanto è confermata la decisione favorevole a Euroflex quanto alla non indeducibilità dei costi riferiti al 2003; l'Agenzia è condannata alle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • D.M. 23 gennaio 2002 (black list)

    Il riferimento alla black list giustifica controlli stringenti sulla deducibilità dei costi con fornitori residenti in paesi a fiscalità privilegiata; tuttavia la prova che il fornitore fosse effettivamente soggetto a tassazione nello Stato di residenza può escludere l'applicazione delle limitazioni.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato in relazione all'onere di pronuncia della Corte d'appello sugli appelli incidentali; la Cassazione ha ritenuto che eventuali omissioni fossero errori materiali non decisivi.

  • art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3,4,5

    Norme base per i motivi di cassazione (nullità per motivazione apparente, omessa pronuncia, insufficiente motivazione). La Corte ha ritenuto fondato solo il precedente rilievo che aveva determinato il rinvio e ha dichiarato inammissibili o infondati gli altri motivi perché nuovi o privi dei requisiti di gravità.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 75, comma 2

    Rinvio al principio di competenza per le spese di acquisizione di beni mobili: la Corte ha valutato la determinabilità dell'ammontare delle spese sulla base della documentazione (fatture e polizze di carico) e non ha ritenuto sussistente il vizio denunciato dall'Amministrazione.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 32

    Citando la normativa fiscale sugli obblighi documentali e contabili; il ricorso dell'Amministrazione non ha dimostrato efficacemente preclusione o altre irregolarità giustificanti l'annullamento.

  • art. 110 TUIR (commi 10, 11, 12)

    Previsione che delimita la deducibilità dei costi relativi a operazioni con soggetti residenti in Paesi black list salvo prova che il fornitore sia soggetto a tassazione locale. La Corte ha ritenuto che la certificazione prodotta potesse essere valutata dal giudice del merito e che, accertata l'assoggettamento fiscale del fornitore, la limitazione non operi.

  • D.Lgs. n. 471/1997, art. 1, comma 2; art. 8, comma 3-bis

    Norme sulle sanzioni e su aspetti probatori: la Corte ha osservato che l'Amministrazione non aveva tempestivamente dedotto la preclusione alla utilizzazione della certificazione e quindi il motivo è inammissibile.

  • art. 2697 c.c.

    Regola sull'onere della prova; la decisione conferma che chi deduce l'indeducibilità deve dimostrare la mancata sussistenza delle esimenti, mentre il contribuente può allegare certificazioni idonee a provare l'assoggettamento fiscale del fornitore.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Norma sul contributo unificato; la Corte rileva che non si applica la limitazione prevista perché la parte soccombente è un'amministrazione pubblica e la difende l'Avvocatura dello Stato.

Massime di principio

  • Per costi fatturati da fornitori residenti in Paesi della black list la deducibilità è subordinata alla prova che il fornitore sia soggetto a imposizione nello Stato di residenza; una certificazione fiscale del Paese estero, se prodotta, deve essere valutata dal giudice del merito.
  • L'onere di provare la preclusione all'utilizzo di documenti (es. perché non prodotti in sede di verifica) grava sull'Amministrazione: se tale eccezione non è stata sollevata nei termini nei gradi precedenti, è inammissibile in Cassazione.
  • La motivazione della sentenza del giudice del merito non deve essere prolissa ma deve consentire il controllo sulla ratio decidendi: motivazione sintetica ma chiara è sufficiente.
  • Se la Corte di Cassazione rinvia per accertamenti di fatto, il giudice del rinvio deve esaminare e decidere sulla questione fattuale rimessa; il nuovo giudizio deve tenere conto di quanto già accertato dalla Corte.
  • Questioni relative alla 'determinabilità' della competenza (periodo di imputazione delle spese) si risolvono sulla base della documentazione probatoria (fatture, polizze di carico) e della coerenza con il principio di competenza; l'Amministrazione deve dimostrare l'indeterminabilità per negare la rilevanza dei documenti.
  • Errori materiali nella indicazione di atti o motivi processuali non incidono necessariamente sulla validità della decisione se è chiaro il quadro processuale sostanziale.

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