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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46121/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Moncer Fadhel ha impugnato la conferma della misura di prevenzione (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e provvedimenti ablativi) contestando la valutazione della pericolosità sociale e l'uso, a fini indiziari, della sentenza di applicazione della pena ex art.444 c.p.p., nonché la mancata considerazione della successiva assoluzione per il reato associativo e della sua attività lavorativa post-detenzione. Abdelwahed Ahlem e Hai Alì Fraj hanno impugnato il mantenimento del sequestro e della confisca di beni a loro intestati (saldi di conti, quote di terreni, azienda agricola, immobile), sostenendo che i beni sono stati acquistati con proventi leciti, che non vi è intestazione fittizia e che manca correlazione temporale tra le acquisizioni e la pericolosità contestata al proposto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che, nel procedimento di prevenzione, il ricorso per cassazione è ammesso soltanto per violazione di legge e che gran parte delle censure erano o non dedotte in appello (quindi inammissibili in cassazione) o generiche e non hanno efficacemente contrastato la motivazione del giudice di merito. Quanto a Merito, la Corte ha confermato che il giudice di prevenzione può autonomamente valutare fatti accertati in sede penale (anche se non sfociati in condanna) per fondare la pericolosità sociale, ove i fatti risultino delineati con sufficiente chiarezza; ha inoltre chiarito che il terzo intestatario di beni impugnati ha un onere di allegazione volto a confutare l'ipotesi di intestazione fittizia e a fornire elementi probatori della proprietà effettiva. Di conseguenza i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159/2011 (Codice antimafia e delle misure di prevenzione)

    Limita il sindacato di legittimità nel procedimento di prevenzione; il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge e la motivazione del decreto deve avere i requisiti di coerenza, completezza e logicità (art.7 richiamato).

  • legge 27 dicembre 1956, n. 1423

    Richiamata per il principio secondo cui il ricorso è ammesso soltanto per violazione di legge nel procedimento di prevenzione (art.4 richiamato).

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Rilevata come fonte di un accertamento non giudicante in senso assolutorio/condannatorio (patteggiamento/applicazione pena) che, se corredato da elementi probatori, può essere utilizzato nel procedimento di prevenzione come indizio di pericolosità.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiama le limitazioni dei vizi deducibili in cassazione in materia di motivazione (esclude alcuni tipi di sindacato motivazionale).

  • art. 606, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Consente di denunciare la motivazione inesistente o meramente apparente, quando manchi coerenza, completezza o logicità del decreto di prevenzione.

  • art. 10, comma 2, d.lgs. n. 159/2011

    Riproduce il limite di ammissibilità del ricorso per cassazione per violazione di legge nel procedimento di prevenzione.

  • art. 609, comma 1 cod. proc. pen.

    Delimita la cognizione della Corte di Cassazione ai soli motivi di ricorso proposti (collegamento con i limiti procedurali e di deduzione delle censure).

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Stabilisce l'inammissibilità in cassazione delle questioni non prospettate in appello.

  • art. 7 d.lgs. n. 159/2011

    Impone che il decreto di prevenzione sia motivato con requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali per i ricorrenti a seguito della pronuncia di inammissibilità/rigetto.

  • art. 26, comma 2, d.lgs. 159/2011

    Riferito al regime di presunzione di intestazione fittizia per soggetti affini entro il quarto grado; la presenza di affinità aggravata richiede un esame più approfondito dell'elemento soggettivo, ma la Corte ha ribadito che il terzo deve comunque allegare e provare la proprietà effettiva.

  • art. 291-bis, 291-quater d.P.R. n. 43/1973 e art. 512-bis c.p. (richiamati in motivazione penale)

    Fatti penali richiamati nelle sentenze penali valorizzate: reati connessi al contrabbando di tabacchi e al trasferimento fraudolento di valori, utilizzati come elementi probatori della condotta sistematica.

Massime di principio

  • Nel procedimento di prevenzione la Cassazione è ammessa solo per violazione di legge: questioni non dedotte in appello risultano inammissibili in cassazione.
  • Il giudice di prevenzione può autonomamente valutare fatti penali anche se non sfociati in condanna, purché i fatti siano delineati con sufficiente chiarezza; sentenze di assoluzione o applicazione della pena non impediscono automaticamente l'accertamento della pericolosità se vi sono elementi obiettivi rilevanti.
  • Il terzo intestatario di beni oggetto di confisca ha un onere di allegazione: deve indicare e documentare elementi che dimostrino la titolarità sostanziale e l'origine lecita dei beni; non è sufficiente la mera asserzione generica.
  • Argomentazioni generiche che non si confrontano con la motivazione del giudice di merito sono inefficaci: il ricorso deve specificare le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che contrastano la decisione impugnata.
  • La prestazione di lavoro lecita o il cambiamento di condotta non costituiscono automaticamente prova di ravvedimento quando sussiste un quadro complessivo di persistente violazione della legge.
  • Nelle impugnazioni contro misure patrimoniali è essenziale documentare la provenienza dei fondi (movimenti bancari, bonifici, contributi pubblici) e correlare temporalmente gli acquisti alle risorse lecite per contrastare l'ipotesi di sproporzione o di intestazione fittizia.
  • Per limitare il rischio di inammissibilità, le doglianze critiche devono essere sollevate tempestivamente in appello e ben articolate, con riferimento puntuale alla motivazione del provvedimento impugnato.

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