Cassazione Penale, Sentenza n. 42913/2022 del 11/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la condanna per il reato di cui all'art. 10 D.Lgs. 74/2000 (occultamento e distruzione di scritture contabili) contestando: 1) l'indeterminatezza del capo di imputazione per mancata indicazione dell'illecito vantaggio fiscale e dei beneficiari, che avrebbe leso il diritto di difesa; 2) che il reato non poteva ritenersi integrato perché il volume d'affari poteva essere ricostruito mediante dati "spesometro" e altra documentazione, rendendo illogica la condanna; 3) carenza di prova del dolo specifico (nessun elemento che provasse un vantaggio fiscale per sé o per terzi); 4) questioni specifiche relative al comportamento ascritto a Zorzi (se vi fu effettivo occultamento o semplice mancata esibizione, posto che avrebbe mostrato documenti ad altri organi). I ricorsi per cassazione riproponevano in varia misura tali censure (alcune nuove, altre già dedotte in appello).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza e aspecificità, confermando nella sostanza la responsabilità penale dei due imputati per il reato di occultamento/distruzione di scritture contabili. Ha ritenuto che il capo di imputazione fosse sufficientemente specifico (oltre al contenuto degli atti di causa che consentivano la conoscenza dell'addebito), che sussistesse il "quid pluris" commissivo (distruzione/occultamento) e che la circostanza che parte della documentazione potesse essere reperita "aliunde" non esclude il reato se l'occultamento ha reso difficile o impossibile la ricostruzione interna del volume d'affari. La Corte ha inoltre accolto la richiesta del PM di inammissibilità, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma dovuta per l'inammissibilità (importo non specificato nel testo fornito). È stata modificata dalla Corte d'appello la pubblicazione: la pubblicazione giornalistica revocata e disposta pubblicazione per estratto sul sito del Ministero della Giustizia per 15 giorni a spese dello Staffoni (provvedimento di merito confermato nei restanti capi).
Norme richiamate
D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10
"occultamento o distruzione delle scritture contabili o dei documenti di cui è obbligatoria la conservazione"
La Corte conferma che il reato richiede un "quid pluris" commissivo (occultamento o distruzione) rispetto alla mera omissione della tenuta delle scritture; l'occultamento comprende anche la temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione agli organi verificatori.
D.L. n. 137/2020, art. 23, co. 8
richiamato come norma procedurale per il trattamento dei ricorsi
I ricorsi sono stati trattati ai sensi della procedura di cui all'art. 23 del D.L. 137/2020 (modifiche procedurali e termini di trattazione), richiamata per la modalità di esame in Cassazione.
Costituzione, art. 24
Richiamato dai ricorrenti in tema di diritto di difesa e determinazione dell'imputazione; la Corte ritiene che il diritto di difesa non sia stato leso perché l'imputazione e gli atti di causa erano sufficientemente specifici per conoscere gli addebiti.
Codice di procedura penale, art. 192
Richiamato in relazione al principio probatorio: la Corte ritiene che la motivazione del giudice di merito abbia fornito adeguata valutazione delle prove e del dolo specifico richiesto per il reato tributario.
Codice di procedura penale, art. 606, comma terzo
La Corte ha dichiarato inammissibili motivi che introducevano questioni nuove non devolute al giudice d'appello, applicando il principio che in Cassazione non sono proponibili deduzioni relative a punti non impugnati in appello.
Massime di principio
- Un capo di imputazione è valido se, unitamente agli atti del fascicolo, permette all'imputato di conoscere gli elementi essenziali del fatto e di organizzare la difesa; non è necessario dettagliare l'esatto ammontare del vantaggio fiscale quando la struttura del reato rende evidente il vantaggio derivante dall'occultamento.
- Il reato di art. 10 D.Lgs. 74/2000 richiede un "quid pluris" rispetto alla mera omissione contabile: occorre un'azione di occultamento o distruzione (che può includere la resa della documentazione indisponibile agli organi verificatori). Tuttavia non è escluso se parte della documentazione è reperibile presso terzi; conta l'effettiva difficoltà o impossibilità, dal punto di vista interno all'azienda, di ricostruire il volume d'affari.
- La possibilità di ricostruire i redditi "aliunde" non esclude automaticamente il reato: è sufficiente che l'occultamento abbia reso necessarie indagini aggiuntive o abbia ostacolato significativamente l'accertamento.
- In Cassazione non possono essere sollevate questioni nuove che non siano state dedotte in appello: chi impugna deve aver previamente devoluto al giudice d'appello i punti che intende poi proporre in legittimità.
- Le censure di illogicità o insufficienza motivazionale devono confrontarsi in modo circostanziato con l'intera motivazione del giudice di merito; accuse generiche o aspecifiche determinano inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza.
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