Sentenza n. 990/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diffida e contestuale ordine di ripristino ex art. 35 d.P.R. 380/2001, unitamente agli atti istruttori richiamati
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le imprese ricorrenti avevano impugnato il provvedimento comunale di diffida e ordine di ripristino adottato ai sensi dell'art. 35 d.P.R. 380/2001, nonché le relazioni di verifica e la nota tecnica richiamate per relationem. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 4 maggio 2026, hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha qualificato la dichiarazione delle ricorrenti come univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., e ha conseguentemente dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Non è stata esaminata la legittimità dell'ordine di ripristino né sono stati scrutinati i motivi originariamente dedotti. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate in ragione della natura della causa.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 84, comma 4, c.p.a.
La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione è valutata quale univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel provvedimento.
art. 35 d.P.R. 380/2001
Costituisce la base normativa del provvedimento comunale di diffida e ordine di ripristino impugnato; la sentenza non ne esamina la legittimità.
Massime di principio
- La dichiarazione univoca della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione costituisce, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., elemento probatorio sufficiente a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse e comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame nel merito dei vizi dedotti contro il provvedimento impugnato.
- In caso di improcedibilità determinata dalla sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere integralmente compensate quando il giudice ravvisi giusti motivi connessi alla natura della causa.
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